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La Diretta

Unioni civili, 98 città in piazza per il sì Arcigay: un milione di sveglie nel Paese

Folla a Roma e Milano, "il Parlamento ascolti". Scritta Pirellone, Pisapia attacca Maroni. Foto dai social La Cirinnà sul Papa: "Lui fa il suo mestiere, noi il nostro"

Unioni civili, 98 città in piazza per il sì Arcigay: un milione di sveglie nel Paese

I sostenitori delle unioni civili sono scesi in piazza in 98 città italiane. Folla a Roma, Napoli, Milano e Torino. "Un milione di sveglie hanno suonato oggi in tutto il Paese, il Parlamento le ascolti", ha commentato l'Arcigay facendo un bilancio delle manifestazioni #SvegliatItalia. E' stata "una giornata storica per questo Paese", ha affermato il segretario dell'Arcigay Gabriele Piazzoni.

Unioni civili, 98 città in piazza per il sì Arcigay: un milione di sveglie nel Paese

All'indomani della presa di posizione di Papa Francesco, della presentazione di una valanga di emendamenti al ddl Cirinnà e delle polemiche per la scritta comparsa sul Pirellone a Milano, ha alzato dunque la voce chi chiede al governo di andare avanti, giocando in anticipo sul Family Day (previsto per sabato 30).

I manifestanti romani che si sono riuniti numerosi al Pantheon hanno accolto con affetto Monica Cirinnà, applaudendola oltremodo quando la parlamentare dem ha esortato: "Vogliamo che l'Italia diventi finalmente civile; questa è la legge del Pd e non di Monica Cirinnà, per questo non ci fermeremo sulla via della lotta per i diritti". Tra i presenti anche il presidente del Pd Matteo Orfini, per il quale "la bellissima piazza ci ricorda che l'Italia e' in ritardo, ma - ha assicurato - il Pd è impegnato in prima persona per colmarlo". Al Pantheon c'era anche Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri: "il ddl è un provvedimento civile e liberale e ritengo che chiedere un voto segreto su questo tema - ha attaccato - rappresenti in realtà la volontà di alcuni politici di nascondersi, perché a mio giudizio è evidente che su una scelta così importante sarebbe invece utile, a livello parlamentare, contarsi".

Oltre alla gente comune e a vecchi e nuovi militanti, a fianco del mondo omosessuale oggi sono scesi anche politici e rappresentanti degli enti locali. E' il caso ad esempio di Torino, dove ai 7mila che hanno assiepato Piazza Carignano si è unito anche il sindaco Piero Fassino, che significativamente è anche presidente dell'Anci, l'Associazione dei Comuni italiani. "Quella per le unioni civili - ha spiegato - non è una battaglia di schieramento politico ma di civiltà".

Flash mob canoro a Milano - A Milano la manifestazione "Svegliati Italia", organizzata dal Coordinamento Arcobaleno, è partita da Piazza della Scala. Migliaia le persone che si sono raccolte davanti a Palazzo Marino per un flash mob canoro sulle note dell'Inno alla gioia. Tra gli intervenuti, anche il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina e il sindaco Giuliano Pisapia.

Un appuntamento di portata nazionale, tenutosi sotto lo slogan "Svegliatitalia", che nelle intenzioni degli organizzatori ha inteso "dare forza al traguardo dell'uguaglianza" in vista del dibattito al Senato sulle unioni civili. L'Arcigay senza timore di smentita parla di "giornata storica per questo Paese, una mobilitazione vastissima che si e' nutrita del desiderio e dell'entusiasmo di tante e di tanti che hanno a cuore il valore dell'uguaglianza".

Scritta Pirellone, Pisapia attacca Maroni - E Pisapia, su Twitter, è andato all'attacco del governatore Roberto Maroni dopo la decisione di illuminare il Pirellone con la scritta "Family Day". "Il Paese - ha twittato il primo cittadino di Milano - non è con chi accende le luci per spegnere i diritti".




Guerini (Pd): "Non si usi Pirellone a fini di parte
" - "Maroni pensa che il Pirellone sia roba sua. Si sbaglia di grosso. E' di tutti i lombardi e non si può usare a fini di parte. #serietà", ha invece scritto su Twitter il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini.

Roma, Scialpi: "Non siamo cittadini di serie B" - A Roma Piazza del Pantheon gremita, con tante bandiere della realtà Lgbt racchiusa nelle sigle dell'arcobaleno. Tra gli slogan più ascoltati c'è quello contro la mediazione sul ddl Cirinnà, per l'uguaglianza dei matrimoni tra le coppie. La senatrice ha preso parte al sit-in. Tra i presenti anche il cantante Scialpi, che ha partecipato alla manifestazione insieme a suo marito: "Non siamo cittadini di serie B".

Folla anche a Firenze e Napoli - Oltre 1.500 persone si sono riunite in centro a Firenze. All'iniziativa hanno preso parte anche sindaci e assessori di alcuni Comuni del territorio (tra i quali Firenze stesso, presente con 4 componenti di giunta), ed il presidente della Regione Enrico Rossi. I manifestanti hanno sventolato palloncini colorati e i volantini con il simbolo in rosso della campagna, un cuore inscritto in una sveglia. Tra gli striscioni esposti: "Pago le tasse, amo chi mi pare, mi voglio sposare". Folla anche a Napoli, dove ha sfilato, facendo da apripista al corteo per i diritti Lgbt, anche il sindaco Luigi de Magistris.

La protesta delle "Sentinelle in piedi" - La cronaca di oggi registra infine anche le manifestazioni di "Sentinelle in piedi", i cui esponenti sono scesi in viarie piazze "in difesa della famiglia tradizionale".

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