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La Diretta

Scuola magistrati, annullato lʼincontro con lʼex br Faranda: "Inopportuno"

I vertici dellʼente hanno preso la decisione dopo le forti polemiche suscitate dalla scelta di far partecipare una ex brigatista a un corso di formazione dei giudici

Scuola magistrati, annullato l'incontro con l'ex br Faranda: "Inopportuno"

La Scuola superiore della magistratura ha deciso di annullare l'incontro, nell'ambito di un corso di formazione per i giudici, al quale avrebbe dovuto partecipare l'ex brigatista Adriana Faranda. "E' inopportuno", si legge in un comunicato diffuso dal Comitato direttivo della Scuola dopo le polemiche suscitate dall'iniziativa.

Il comitato ha infatti "preso atto delle posizioni espresse, anche con dolore, da numerosi magistrati e familiari delle vittime", come si legge nella nota diffusa, "sull'inopportunità di invitare persone condannate per gravissimi reati di terrorismo nell'ambito del corso 'Giustizia riparativa e alternative al processo e alla pena'". L'iniziativa è stata quindi rivista, in modo da venire "interamente programmata e dfefinita nei suoi particolari dal precedente comitato direttivo".

La nota continua dicendo che tale iniziativa "è ormai inevitabilmente condizionata, nella sua attuazione, dalle discussioni delle ultime ore, che hanno visto anche l'intervento del Comitato di presidente del Consiglio superiore della magistratura".

"Pur dovendo precisare che l'incontro non configurava un'attività didattica dei signori Bonisoli e Faranda, ma solo la testimonianza di un percorso riparativo, i cui protagonisti sono le vittime dei reati, e pur riconfermando la volontà della scuola di investire nella formazione della giustizia riparativa", il comitato ha deciso "di annullare l'incontro, ritenendolo inopportuno, e di mantenere inalterato il programma residuo del corso affidato a magistrati e docenti universitari".

D'Ascola e Sacconi (Ap): "Quella scelta suscitava forti dubbi" - Sulla vicenda sono intervenuti i senatori di Area popolare Nico D'Ascola e Maurizio Sacconi, dicendo che "la partecipazione di ex brigatisti ad attività formative della Scuola superiore della Magistratura suscita fondati dubbi di opportunità. Lungi da noi ogni atteggiamento irrispettoso dei percorsi di riparazione e riabilitazione dei colpevoli. Il nodo irrisolto è piuttosto il brigatismo che arrivò ad avere un consenso di massa e che è stato prima negato nella sua matrice ideologica, poi giustificato come comprensibile reazione allo stragismo di Stato o alla violenza dei padroni. La sua lunga scia di sangue, che non ha eguali in nessun paese, è durata quarant'anni. Finché non avremo quindi chiuso i conti con questo fenomeno in termini di giudizio storico condiviso senza se e senza ma, risulta quanto meno inopportuno portare in cattedra chi merita solo una convinta riprovazione collettiva".

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