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Legge di bilancio, DʼAttorre: "Dopo lo ius soli non sono più scontati voti Mdp"

Il deputato del MDP avverte il governo: "Vediamo che ormai la bussola è quella di un fidanzamento tra Renzi e Alfano. E noi non intendiamo reggere il moccolo". Del Rio: "Su Ius Soli mancato coraggio"

Legge di bilancio, D'Attorre: "Dopo lo ius soli non sono più scontati voti Mdp"

"Se dopo lo ius soli salta anche la legge elettorale è evidente che si sta lacerando il tessuto di collaborazione con il governo. A questo punto non saranno scontati i nostri voti su Def e legge di Bilancio". Lo afferma Alfredo D'Attorre (Mdp). "Ormai - aggiunge - la bussola è l'accordo Renzi-Alfano. E noi non siamo disponibili a reggere il moccolo a questo fidanzamento".

D'Attorre ha messo in chiaro la linea dell'Mdp: "Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a una conclusione ordinata e proficua della legislatura. E lanciamo un appello estremo al Pd perché si vada in quel senso".

Il deputato di Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista ha peròavvisato il governo: "Finora il Pd non ha recepito la nostra disponibilità a collaborare. È evidente che la bussola è l'accordo con Alfano che affossa lo ius soli e impedisce di fare la legge elettorale e questo crediamo sia inaccettabile e rende più complicato il confronto sulla legge di bilancio - ha continuato D'Attorre - . Per questa ragione non saremo corresponsabili a questa indecente e irresponsabile conclusione della legislatura. E ognuno si assumerà le proprie responsabilità. A partire dalle prossime scadenze, Def e legge di bilancio il confronto è sempre più difficile e i nostri voti non sono scontati".

Delrio: dietrofront su Ius Soli atto di paura grave - Il rinvio del Senato sullo ius soli è "certamente un atto di paura grave. Abbiamo bisogno di non farci dominare dalla paura ma siamo anche aperti alla speranza perché il capogruppo del Partito democratico ha detto che si sta cercando di costruire le condizioni affinché vi siano i voti in Parlamento". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. "Questa - ha aggiunto Delrio - è una legge di civiltà e diritti. Non dobbiamo farci dominare dalla paura. Non ci può venire nessun male nel riconoscere i diritti a questi ragazzi che sono di fatto già italiani, parlano il nostro dialetto, giocano con i nostri figli. Devono essere riconosciuti per quello che sono: persone. Uno sguardo diverso verso l'immigrazione significa anche riconoscere i loro diritti.

"Creato un clima molto grave" - "Ultimamente - ha proseguito Delrio - èstato creato un clima molto grave, sono state utilizzate parole sbagliate, è stata sparsa benzina e appiccato il fuoco per poi dire `vedete la foresta brucia`. Bisogna ritrovare moderazione nel linguaggio, ritornare a stare legati ai valori reali della persona e saper governare l`immigrazione perché non può essere governata dagli scafisti o dal caso ma da flussi regolari che danno dignità e certezza di accoglienza. Non si può cedere a parole di odio, violenza e razzismo. Queste sono parole che possono fare molto male a tutta la società perché oggi tocca agli immigrati e domani può capitare ai nemici politici o a persone diverse".

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