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DirettaCanale 51

De Luca e le sue dichiarazioni sopra le righe

Ecco le sue ultime esternazioni che hanno fanno più discutere contro Rosy Bindi, M5s, Peter Gomez e Virginia Raggi

Contro Rosy Bindi - "Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla. Ci abbiamo rimesso l'1,5%, il 2% di voti. Atti di delinquenza politica". Così Vincenzo De Luca a "Matrix" del 16 novembre 2016, su Canale 5, riferendosi alla presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi. Il giorno successivo il Presidente della Regione ha ritrattato: "la vicenda - grave - di un anno fa è chiusa. Non c'era e non c'è alcun problema con l'onorevole Bindi, nei cui confronti, al di là di ogni differenza politica, riconfermo il mio rispetto oltre ogni volgare strumentalizzazione". Per il governatore, infatti il video mandato in onda da Matrix rappresenta "un ennesimo episodio di scorrettezza professionale e di inciviltà".

Ma già in passato aveva sferrato un attacco alla presidente della Commissione Antimafia: durante la trasmissione "Otto e mezzo" di La 7 del 27 ottobre 2015, l'aveva definita "impresentabile in tutti i sensi", rincarando la dose, "non merita di esistere".

Contro l'M5s - Il 10 settembre 2016 gli strali erano stati scagliati contro gli eletti del Movimento Cinque Stelle definiti sull’emittente salernitana "Lira Tv" "personaggi assolutamente improbabili: miracolati, che si ritrovano ad avere ruoli nazionali". Sul successo dei grillini, l'ex sindaco di Salerno faceva un'analisi dettagliata: "A molti osservatori il fenomeno del M5S è parso come lo stato d’animo degli innamorati. Gli psicologi, quando si riferiscono all’innamoramento, parlano di anestesia percettiva: quando ti innamori, non vedi più niente, c’è una nuvola che ti avvolge, non vedi più la realtà. Una ‘scorfana’ ti pare una principessa: magari non vedi neanche i suoi pelacci, i suoi baffi, le sue varici. Questo vale ovviamente anche per gli uomini, non vorrei che l’associazione “Amici delle bambole” mi accusasse di sessismo. Quindi, per l’anestesia percettiva una donna può avere davanti un perfetto imbecille e può apparirgli un personaggio”.

Sulle divisioni interne ai pentastellati spiegava poi: "I 5 Stelle non sono ancora nati e hanno già 50 correnti. E’ emerso un trio, già visto nella vicenda di Quarto, era appollaiato su un trespolo: il Di Battista, il Luigino Di Maio e il Fico. Oggi si rivelano all’Italia nelle vesti proprie. Luigino Di Maio il chierichetto, Fico il moscio (ovviamente) e l’emergente Di Battista, detto Dibba, il gallo cedrone. Ognuno ha trovato il suo ruolo in commedia. Dibba è venuto nel suo tour da centauro anche in costiera amalfitana. Sotto il casco aveva la bandana. Ma che meraviglia. Questi tre giovanotti hanno in comune che sono tre mezze pippe. Di Battista bocciato in municipalità, Fico qui in Regione e Luigino 56 voti a Pomigliano". E concludeva: "Deve finire questa ipocrisia insopportabile. Questi tre si odiano, si baciano, ma sono falsi come Giuda. Ognuno vorrebbe accoltellare l’altro alla schiena. Che vi possano ammazzare tutti quanti".

Contro Virginia Raggi - Anche il sindaco di Roma Virginia Raggi è finita nel mirino del Governatore Pd, lo scorso 4 luglio: "Ho visto la Raggi alla finestra" del Campidoglio. "Mi sono intenerito. L'ho vista come una bambolina imbambolata. Ha proposto il web Cencelli e non si è ancora insediata la giunta. Guardo con terrore a quando metterà le mani sui quartieri e sul trasporto pubblico locale. Mi dispiace per Roma ma questa è la conferma che Dio c'è".

Contro Peter Gomez - Durante la direzione del Pd del 7 agosto 2015 ha indirettamente citato con toni non proprio rispettosi il direttore del fattoquotidiano.it Peter Gomez: "Un giornalista dal nome equivoco e improbabile tedesco più o meno, un superfluo, un consumatore abusivo di ossigeno, un danno ecologico permanente".