Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha parlato un'ora e mezza nel tanto atteso discorso di Mirabello. Per Fini la morte del Pdl è stata decretata il 29 luglio con la sua "estromissione, degna del peggior stalinismo". Ma ha anche affermato che Fli non vuole la rottura ma intende rilanciare il partito proponendo un patto di legislatura. "Gli italiani sono stanchi delle risse, Fli lavora per unire", ha concluso.

19.52 - "Ridiamo senso politica in nome nostre idee"
"Ridiamo un senso alla politica e andiamo avanti nel nome delle nostre idee" conclude Fini. "Quando avevamo 18-20 anni, quando nessuno pensava che saremmo entrati in Parlamento e avremmo ricoperto cariche istituzionali - sottolinea Fini - amavamo dire che se un uomo non ha fiducia nelle sue idee e non è pronto ad impegnarsi per quelle idee, anche se scomode, o non valgono nulla quelle idee o non vale nulla quell'uomo". E siccome "le nostre idee valgono certamente - conclude - è nel nome di quelle idee che va avanti l'impegno la lotta e l'azione di futuro e libertà".
19.50 - "Italiani stanchi delle risse"
"Noi di Futuro e Libertà lavoriamo per unire, non per dividere: personalmente credo che gli italiani si siano stancati di questa perenne campagna elettorale che non finisce mai, che è vista come un'ordalia quotidiana, come una propaganda permanente. Ecco perché ho detto che Fli guarda al futuro per unire, perché gli italiani sono stanchi delle risse, smettiamola con gli insulti, con la propaganda, serve uno scatto d'orgoglio".
19.46 - Essere servitori dello Stato un onore, ora codice etico"
"Essere servitori dello Stato nell'Italia che vogliamo deve essere un motivo d'onore, significa servire il nostro popolo e la nostra patria". L'ex leader di An ha quindi rilanciato l'idea di un "codice etico" per gli incarichi pubblici.
19.45 - "Lotta ai colletti bianchi e ai furbetti"
Un governo di centrodestra deve "continuare la lotta contro ogni forma di criminalità compresa quella dei colletti bianchi e dei furbetti del quartierino". Lo dice il presidente della Camera Gianfranco Fini sottolineando che serve una lotta dura anche nei confronti di coloro che "pensano che vi sia l'impunità. Impunità mai" ribadisce Fini.
19.41 - "Quoziente familiare pure con opposizione"
"La proposta che noi facciamo, la fanno anche altri, aprirebbe in Parlamento un grande dibattito: la proposta che noi facciamo è quella di intervenire sul cosiddetto quoziente familiare. Parliamo di tutto ciò anche con l'opposizione".
19.35 - "Ancora senza ministro Sviluppo"
In un passaggio del suo intervento a Mirabello, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parla della vacanza del ministro dello Sviluppo economico. "Ma vi pare possibile che nonostante il "ghe pensi mi" si debba attendere ancora di conoscere il nome del ministro dello Sviluppo economico? Ma in quale altro Paese avverrebbe una cosa del genere? E' un ministero importante non uno strapuntino".
19.32 - "Serve un nuovo patto tra capitale e lavoro"
"Serve un nuovo patto tra capitale e lavoro per rilanciare l'economia italiana". E' la ricetta di Gianfranco Fini contro la crisi, secondo il quale serve una "grande assise del mondo del lavoro". "Il governo ha operato bene per fermare la crisi - premette il presidente della Camera - ma oggi dobbiamo far ripartire l'economia, non ci possiamo compiacere che i conti pubblici tengono". "Credo che occorra il coraggio politico di dar vita a quelle riforme che erano nel programma originale del popolo delle libertà e che sono state dimenticate.
19.28 - "Vergognose liste prendere o lasciare"
"La sovranità popolare - dice Fini sottolineando che la sua proposta sarà considerata alla stregua di un capo di imputazione contro di lui - significa che le elettrici e gli elettori devono avere il diritto di scegliere i propri parlamentari, perché è vergognoso che ci sia una lista prendere o lasciare". "E faccio mea culpa - aggiunge - perché ho contribuito anch'io" ad approvarla.
19.24 - "Processo breve non sia retroattivo"
"La giustizia va fatta per garantire tutti gli onesti. Si deve lavorare per un processo breve ma non è accettabile che poi si chieda la retroattività delle misure".
19.19 - "No a scorciatoie giudiziarie a Berlusconi"
"Berlusconi ha il diritto di governare e pensare a scorciatoie per via giudiziaria per toglierlo di mezzo rappresenterebbero davvero una lesione della sovranità". "Bisogna smettere di affidare al dottor Stranamore Ghedini di trovare una soluzione, non ci vogliono leggi ad personam, ma leggi che tutelano il capo del governo, non la cancellazione dei processi, ma la loro sospensione".
19.18 - "Patto per legislatura ma no acquiescenza verso la Lega"
"Serve un patto legislatura ma basta acquiescenza da parte del Pdl verso la Lega Nord, è nell'interesse anche di Berlusconi".
19.17 - "SOSTERREMO LEALMENTE I 5 PUNTI"
Gianfranco Fini, da Mirabello, afferma: "Sosterremo lealmente quei cinque punti (del programma del Pdl, n.d.r.). Chiederemo di discutere come si traduce in realtà il titolo "riforma della giustizia", il titolo "riforma delle tasse" come si chiede di dar vita a quei punti del programma e avanzeremo con spirito costruttivo le nostre proposte". "Fli non è l'organizzazione di chi rema contro ma di chi vuol far camminare il governo in modo più veloce".
19.15 - "Ok a federalismo ma nell'interesse di tutti"
"Bossi è un leader popolare, abbiamo polemizzato tante volte, solo chi non conosce la storia oltre che la geografia può pensare che la Padania esista davvero. Ma capisce che quella bandiera che alzato per primo, fra lo scetticismo e l'ironia, quella del federalismo oggi può essere bandiera che determinerebbe il compimento di una missione storica. Quel federalismo è possibile solo se è nell'interesse di tutta Italia non solo in quella della parte più progredita. Nella commissione bicamerale che dovrà verificare i decreti attuativi del federalismo fiscale dovremmo discutere e non lasciare la discussione all'asse Tremonti-Calderoli". La riforma del federalismo fiscale in questo senso deve servire, secondo Fini "per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia".
19.10 - "Avanti senza cambi di cambio o ribaltoni"
"Si va avanti per far rinascere il Pdl - dice il presidente della Camera dal palco di Mirabello - senza ribaltoni o ribaltini, senza cambi di campo. E senza atteggiamenti che possano dare in alcun modo agli elettori la sensazione che noi si abbia raccolto voti nel centrodestra per poi portarli da qualche altra parte". Ma si va avanti, avverte Fini, "convinti della necessità di onorare quel patto con gli elettori, ma fino in fondo, senza magari aggiungerci qualche parte che nel programma non c'era e che invece diventa un'emergenza".
19.10 - "Non ci facciamo intimidire da metodo Boffo"
"Si va avanti senza farci intimidire da quello che è stato il metodo Boffo messo in campo da alcuni giornali che dovrebbero essere, pensate un pò, il biglietto d'amore del partito dell'amore; noi non ci facciamo intimidire perché di intimidazioni ne abbiamo vissute ben altre. Non ci facciamo intimidire da campagne paranoiche e patetiche". Poi critica anche parte dell'informazione televisiva: "I Tg, senza molta eccezioni, sembrano quasi essere fotocopie dei fogli d'ordine del Pdl".
19.04 - "Atteggiamento infame verso la mia famiglia"
Riferendosi agli attacchi di alcuni quotidiani, Fini parla di "atteggiamento infame verso la mia famiglia". Poi sul caso Montecarlo: "Quella che ho subito questa estate è stata una autentica lapidazione di tipo islamico. Infame non perché si sia rivolta a me, ma contro la mia famiglia".
19.01 - "Qualche colonnello ha cambiato generale"
"Qualche colonnello ha cambiato generale e forse è già pronto a cambiarlo ancora".
19.00 - "OGGI IL POPOLO DELLE LIBERTA' NON C'E' PIU' "
"Oggi il Popolo delle libertà non c'è più. E' finito il 29 luglio" ha detto Gianfranco Fini da Mirabello. "Oggi esiste il Popolo del predellino. E Futuro e Libertà non rientra in qualcosa che non c'è più" ha aggiunto Fini.
18.56 - "Fli spirito autentico del centrodestra"
"Futuro e Libertà è lo spirito autentico del Pdl. Futuro e libertà non è An in sedicesimo, ma lo spirito autentico del Pdl, è un tentativo, difficile, di non disperdere quel sogno".
18.55 - "Pdl deve essere di più di un coro di plaudenti"
"Il Pdl non può essere derubricato a contorno del leader, un grande partito deve essere qualcosa di più del coro dei plaudenti". Un grande partito liberale, aggiunge il presidente della Camera, "deve essere una fucina di idee, un polmone che respira e che da' ossigeno anche all'intera azione del governo". E allora, sottolinea, "rivendicare il diritto di avanzare delle proposte, la necessità di esprimere delle critiche, di svolgere delle analisi e fare delle valutazioni non può essere frazionismo, boicottaggio, controcanto. E' piuttosto democrazia interna, altro che teatrino della politica".
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Ultimo aggiornamento ore 22:36
