Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lancia un duro attacco ai giudici. Dice che il sistema giustizia è gravemente insoddisfacente, chiede ai magistrati di rinunciare ad essere sempre sotto i riflettori della tv e auspica che siano consolidate le regole deontologiche per i magistrati e per i membri del Consiglio superiore della magistratura. "A ciò - sottolinea - si potrà dedicare con la necessaria ponderazione il nuovo Csm".

"Già nella risoluzione adottata dal Csm il 20 gennaio di quest'anno si è mostrata consapevolezza della percezione da parte dell'opinione pubblica che 'alcune scelte consiliari siano in qualche misura condizionate da logiche diverse, che possono talvolta affermarsi, pratiche spartitorie' rispondenti a 'interessi lobbistici, logiche trasversali, rapporti amicali o simpatie e collegamenti politici' ". Con queste parole il capo dello Stato ha sottolineato, durante il discorso di saluto dei nuovi componenti del Csm, che "bisogna alzare la guardia nei confronti di simili deviazioni e di altre che finiscono per colpire fatalmente quel bene prezioso che è costituito dalla credibilità morale e dall'imparzialità e dalla tezietà del magistrato".
"Magistrati, no a missioni fuorvianti"
I magistrati non debbono attribuirsi "missioni fuorvianti" anche al fine di preservare "riservatezza e garanzia della terzietà", ha detto ancora il presidente citando "la lezione di Adolfo Beria d'Argentine".
"Più rigorose le regole deontologiche contro trame inquietanti che turbano e allarmano"
"Nessuno è più di me consapevole dell'importanza decisiva dell'affermazione e del consolidamento di rigorose regole deontologiche per i magistrati e per gli stessi componenti del Consiglio", ha detto ancora il capo dello Stato -. A ciò si potrà dedicare con la necessaria ponderazione il nuovo Csm anche alla luce di vicende recenti, di ampia risonanza nell'opinione pubblica, e di indagini giudiziarie in corso, di fenomeni di corruzione e di trame inquietanti che turbano e allarmano, apparendo essi, tra l'altro, legati all'operare, come ho di recente detto, di 'squallide consorterie', delle quali tuttavia spettera' alla magistratura accertare l'effettiva fisionomia e rilevanza penale".
Ultimo aggiornamento ore 13:04
