Il pubblico televisivo potrà conoscere, alla fine dei programmi, i compensi dei conduttori, degli ospiti nonché i costi dei format delle trasmissioni del servizio pubblico. Le cifre sfileranno nei titoli di coda dei programmi stessi. E' quanto prevede un emendamento approvato dalla Commissione di Vigilanza che ha licenziato il parere, obbligatorio ma non vincolante, sul contratto di servizio tra Rai e Governo.

Presentata dal capogruppo del Pdl, Alessio Butti, la norma che prevede la messa in onda dei compensi è stata approvata all'unanimità dopo una lunga discussione in Commissione di Vigilanza. L'opposizione ha chiesto che la trasparenza dei compensi venisse estesa anche agli altri programmi, tra cui i telegiornali. In particolare ha chiesto che fossero resi noti i compensi di tutti conduttori e i costi dei format di servizio pubblico.
Il presidente, Sergio Zavoli, ha proposto che sul sito Rai venissero pubblicati tutti i compensi, ritenendo la misura "più equa e meno demagogica". Zavoli ha anche sottolineato la difficoltà di definire i programmi di servizio pubblico, definendo "indecenti" e non rientranti in questa categoria alcuni programmi del pomeriggio della Rai. "I programmi di servizio pubblico sono definiti dalla contabilità separata - ha spiegato Butti -. Spetterà poi alla Rai, anche nell'ambito delle regole di mercato, come comportarsi in merito alla trasparenza".
Sono stati invece respinti tutti gli emendamenti dell'opposizione sulla norma relativa alla neutralità tecnologica della Rai. L'articolo 20 del contratto prevede che la programmazione Rai sia presente su tutte le piattaforme tecnologiche e l'azienda si impegna a mettere a disposizione una piattaforma distributiva per ogni piattaforma tecnologica. In questo modo, contesta l'opposizione, la Rai non è tenuta a scegliere la piattaforma Sky e può restare solo su Tv Sat, a vantaggio di Mediaset.
Ultimo aggiornamento ore 01:56

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