19/3/2010

Berlusconi:sinistra incita all'odio

"Per me pericolo costante di attentati"

Silvio Berlusconi denuncia "una spirale di invidia, odio, violenza verbale" che rende "costante" il rischio di un'aggressione al premier. Presentando il suo libro "L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio", dice: "Quando prendi di mira una persona come fanno come me, e dici che è peggio di Nerone, Hitler e Saddam, che pensa solo ai suoi interessi, non meravigliarti se qualche mente fragile pensa che se la elimina fa il bene del Paese".

"Potevo finire sotto terra"
In merito all'aggressione in piazza Duomo a Milano, il premier dice di essere "contento, perché se l'oggetto lanciato contro di me non fosse finito sulla guancia avrei passato il Natale sotto terra. Ho perso un dente ma mi sembra che non si veda".

"Nessuna offesa"
Tornando poi sul clima avvelenato, il premier spiega che "da parte mia non c'è stata un'offesa a nessun avversario. Questa è la differenza tra noi e la sinistra". Berlusconi ricorda come "un giornalista fece un libro, 'Silvio ti odio', raccogliendo tutti gli insulti contro di me. Allora un direttore dei un giornale di sinistra chiese a tre giornalisti di raccogliere le mie offese ma sono tornati a mani vuote".

"Non impedire il voto a milioni di persone"
Per quanto riguada il caos elezioni, il premier spiega che "se fosse successo alla sinistra quello che è successo a noi, noi saremmo andati in piazza a dire che in democrazia serve il confronto. Invece loro preferiscono giocare da soli. E' come tenere un derby avendo l'arbitro amico. Così fa la sinistra, gioca con un arbitro parziale". "Non si può impedire a milioni di persone di votare - prosegue -. Un magistrato di buonsenso se anche arrivasse a un diverbio con un delegato del primo partito italiano dovrebbe richiamarlo e dirgli: 'Stai negando a milioni di persone di votare, torna indietro'". E per quanto riguarda il Lazio "non riesco nemmeno a immaginare il governo nelle mani di una candidata come la signora Bonino, per tutto il suo trascorso, soprattutto nella Roma cattolica".

Le riforme dopo il voto
Il presidente del Consiglio spiega poi che è importante che le regionali vadano bene perché "con un mandato pieno potremo lavorare bene e con serenità: per esempio per modernizzare il Paese, magari introducendo l'elezione diretta del presidente della Repubblica o la riduzione del numero dei parlamentari".

Ma anche per intervenire sulla giustizia: "Serve una grande, grande, grande, grande riforma radicale, per mettere fine a una patologia terribile nella nostra democrazia", sottolinea il premier. "Le uscite di certa magistratura - spiega infatti Berlusconi - ci hanno impedito di dire tutto quello che ha fatto il governo". Il premier cita alcuni dei risultati ottenuti dall'esecutivo come "la soluzione magica per gli abruzzesi, la risoluzione del problema rifiuti a Napoli e l'aiuto dato alle famiglie e alle imprese per superare la crisi. Grazie alla diplomazia commerciale le imprese italiane hanno ottenuto 15 miliardi di euro di appalti".

"Le accuse a Bertolaso finite nel nulla"
E proprio in merito agli appalti, e nello specifico a quelli per il G8, il presidente del Consiglio spiega come "Balducci, personaggio al centro delle inchieste, non è un uomo che abbiamo messo lì noi. E' stato messo in quella carica da un ministro della sinistra". E per quanto riguarda il capo della protezione civile "tante chiacchere e tante accuse, poi finite in nulla, almeno per quanto riguarda Bertolaso".

Il caso Rai-Agcom
Infine il premier parla delle ultime intercettazioni, quelle riguardanti il caso Rai-Agcom. "Ho chiamato il comandante generale dei carabinieri - spiega riferendosi all'intercettazione nel quale parla con l'alto ufficiale - come qualsiasi cittadino che vede un reato e chiama i carabinieri. Io sono il presidente del Consiglio e ho chiamato il comandante". "E' inaccettabile - sottolinea - che nella tv pubblica si possano fare processi come fiction, con parole interpretate drammaticamente e senza diritto di partecipare alle trasmissioni" da parte di chi è intercettato. Una posozione che, secondo il premier, è condivisa anche dal presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò: "Ne ho parlato con lui - racconta Berlusconi - e lui mi ha detto: è vero, è una cosa indegna. Dovremmo intervenire, ma non abbiamo la maggioranza".


Ultimo aggiornamento ore 19:28


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