18/3/2010

Mancino: "C'è rischio terrorismo"

"Scontri verbali possono degenerare"

"Anche lo scontro verbale può creare fenomeni di terrorismo". Lo ha detto il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, commemorando Guido Galli, ucciso 30 anni fa dai terroristi di Prima Linea. Nel suo discorso Mancino ha ricordato la solidarietà nazionale che ci fu negli anni di piombo e l'attuale situazione politica. "C'è una bella differenza - ha aggiunto - tra allora ed oggi ma non dobbiamo mai ritenere che quei tempi siano irripetibili".

"Allora - dice Mancino riferendosi agli anni di piombo - c'era un terrorismo che faceva paura perché di giorno in giorno tentava di ridurre al suo dominio la vita pubblica italiana. Oggi ci sono scontri in politica, a volte anche istituzionali, ma io dico che bisogna sempre accettare il dialogo. La società per crescere ha bisogno del dialogo e chi si confronta dà un contributo a migliorare la condizione politica, sociale ed economica del Paese".

"Guido Galli era un uomo del tutto normale e al tempo stesso straordinario. Ancora una volta, parlando di un magistrato vittima del terrorismo, dobbiamo riconoscere ed esaltare le qualita' straordinarie di un giudice normale. E' per queste sue qualita' che i terroristi lo hanno individuato, lo hanno messo nel loro mirino, lo hanno pedinato fino a colpirlo senza pietà. Guido Galli - conclude Mancino - è morto come era vissuto, da bravo magistrato: con il codice in mano".

"Il terrorismo fallì"
Il vice presidente del Csm ha poi ricordato che "il disegno eversivo che soggiaceva a quelle azioni criminali fallì quando emerse chiaramente che non aveva alla base alcun consenso sociale e men che meno un progetto politico degno di questo nome". Secondo Mancino, il fallimento del progetto dei terroristi fu possibile grazie "alla risposta via via più decisa dello Stato, che seppe dosare fermezza e clemenza, adeguando la legislazione alla minaccia che incombeva, ma senza cedere alla tentazione di scorciatoie autoritarie o di misure di emergenza restando sempre nel perimetro della legalità"."Ci fu in quegli anni - ha concluso Mancino - una grande mobilitazione di uomini della cultura, dei sindacati, dei partiti dell'allora arco costituzionale che seppero mettere da parte le distinzioni ideologiche e cooperare contro un nemico comune".


Ultimo aggiornamento ore 13:54


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