10/3/2010

Plenum Csm: "Il premier ci denigra"

"A rischio l'equilibrio tra i poteri"

Il plenum del Csm ha approvato, a larghissima maggioranza con il solo "no" dei laici del Pdl, il documento che accusa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di aver denigrato e delegittimato la magistratura. Questi comportamenti mettono "a rischio l'equilibrio stesso tra poteri e ordini dello Stato sul quale è fondato l'ordinamento democratico di questo Paese" prosegue il documento avallato dal vice presidente del Csm, Nicola Mancino.

Poco prima del voto era intervenuto lo stesso vice presidente Nicola Mancino: "Il presidente del Consiglio è un organo istituzionale, ha responsabilità politica, non puo' usare un linguaggio di insulti e talvolta di intimidazioni nei confronti del libero esercizio dell'attività giudiziaria" ha detto. Il riferimento era alle accuse rivolte da Berlusconi alla magistratura di agire per scopi politici.

Il premier si era scagliato, tra gli altri, contro i magistrati del processo Mills (definiti "comunisti" e la vera "anomalia" del Paese), i pm che hanno riaperto le indagini sulle stragi mafiose (accusati da Berlusconi di cospirare contro di lui), le toghe di Firenze che hanno messo sotto inchiesta Guido Bertolaso ("si vergognino"), la Corte Costituzionale e infine le "bande" dei pm "talebani" "che perseguono fini eversivi". Di questi stessi magistrati invence il Csm elogia "la compostezza" per il "silenzio" opposto ad accuse "generiche e ingiuste". 

Secondo il Csm, la definizione di una magistratura che vuole "sovvertire l'assetto istituzionale democraticamente voluto dai cittadini" è "la piu' grave delle accuse" da parte di Silvio Berlusconi e "una obiettiva e delegittimazione della funzione giudiziaria nel suo complesso e dei singoli magistrati".

L'organo di autogoverno della magistratura poi indica il pericolo per l'equilibrio tra poteri dello Stato, che è il fondamento della democrazia in quanto "queste affermazionidel tutto inaccettabili" e che gettano "discredito" sulla magistratura, recano un "gravissimo vulnus alla credibilita' della giurisdizione" provengono "dal massimo rappresentante del potere esecutivo".

I consiglieri condividono le preoccupazioni espresse più volte dal capo dello Stato e rivolgono "un pressante appello a tutte le Istituzioni perché, sia ristabilito un clima di rispetto dei singoli magistrati e dell'intera magistratura, condizione imprescindibile di un'ordinata vita democratica". Ciò anche per poter affrontare "serenamente le auspicate riforme in materia di giustizia".


Ultimo aggiornamento ore 21:04


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