26/1/2010

"Maggioranza allargata? Non serve"

Brunetta: Le riforme anche da soli

Non condivide l'idea di una maggioranza allargata per approvare le riforme. O meglio, sostiene che di fatto sia "una balla". Così il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, taglia corto sull'eventualità di apportare modifiche in un clima bipartisan: "E' sempre stato così - spiega ancora intervistato da Paolo Liguori -  il governo che è in carica fa le leggi. Il percorso è scritto nel nostro ordinamento".

Il ministro poi non manca di tornare su un tema a lui tanto caro, quello dei bamboccioni, ribadendo la sua convinzione: e cioè, insiste, "c'è un egoismo dei padri che viene da lontano e tarpa le ali ai figli". Brunetta si riferisce "alle pensioni, alla cassa integrazione, alla mobilità, al welfare", a tutto quello che, in pratica, ha dato "troppo ai padri lasciando troppo poco ai figli".

Quanto ai fannulloni, anche qui, nessun dietro front nella sua battaglia: bisogna sanare la Pubblica amministrazione dagli assenteisti. Da ultimo, sull''episodio dei 12 dipendenti della Camera finiti sotto inchiesta a Roma perchè clonavano i badge  per 'marinare' il lavoro, Brunetta non ha dubbi: "Laddove ci sono i fannulloni - sbotta - la responsabilità politico-istituzionale è sempe dei dirigenti".  

Infine un accenno alla sua candidatura a sindaco di Venezia. Anzitutto la motivazione: "E' un atto d'amore - spiega - è una città complicata, una città mondo e serve un governo che abbia questa visione per amministrarla. Io - promette - credo di farcela". Poi, una rassicurazione: "Mi complica la vita - ammette - ma non toglie tempo nè ai miei impegni col governo nè alla città qualora i veneziani dovessero scegliermi".

 

Ultimo aggiornamento ore 15:21


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