20/11/2009

Giustizia,Alfano:no a dettature Anm

"Pm non sarà sotto controllo esecutivo"

Affondo del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, contro l'Anm. "La riforma della giustizia non la faremo sotto la dettatura dell'Anm, anche perché abbiamo il vago e leggero sospetto che il foglio resterebbe bianco perché i magistrati non vogliono il cambiamento", ha detto. "Non intendiamo mettere il pm sotto controllo del governo: oggi c'è un esecutivo liberale e garantista ma domani potrebbero essere altri a governare", ha aggiunto.

Alfano dice di ritenere "sacro il recinto di autonomia e indipendenza dei magistrati": "Come recita la Costituzione, i magistrati sono soggetti soltanto alla legge. Ma alla legge sì, e la legge la fa il Parlamento in nome dello stesso popolo sovrano in nome del quale i magistrati pronunciano le sentenze". Il problema, spiega il ministro, è quello di dare pari dignità a pm e avvocati: "Io sono per chiamare i pm 'avvocati dell'accusa'". Continua Alfano: "I pm e i giudici frequentano lo stesso ufficio, lo stesso bar, hanno anche la possibilità di fidanzarsi se sono uomo e donna e il giorno dopo in tribunale si danno del tu; mentre i giudici agli avvocati danno del lei. Questa non è parità e noi vogliamo cambiare. Dico con grande franchezza ai magistrati e alle componenti associate della magistratura che non vogliamo mettere i pm sotto l'esecutivo. Ma la riforma della giustizia la faremo seguendo i nostri programmi, i nostri convincimenti e non sotto dettatura dell'Anm".

"Processo breve norma di civiltà"
"Lavoriamo perché sia possibile, ordinariamente, concludere i processi in sei anni, più il tempo delle indagini. Credo che sia una norma di civiltà", ha dichiarato il Guardasigilli. "Non si può rimanere nelle maglie della giustizia a vita", ha aggiunto.

Ultimo aggiornamento ore 19:01


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