Uscito di recente dal Partito Democratico, di cui è stato uno dei fondatori, Francesco Rutelli ha dato il via ad un nuovo movimento politico. Si chiama "Alleanza per l'Italia" ed è stato presentato in una conferenza stampa. Lo ha annunciato Enzo Dellai precisando che l'11 e il 12 dicembre si svolgerà a Parma la prima convenzione nazionale. L'Alleanza, ha insistito Rutelli "e' un movimento in grado di unire le forze liberali, democratiche, popolari e riformatrici

Sono questi quattro gli aggettivi che Francesco Rutelli scandisce per spiegare le forze che la sua nuova Alleanza per l'Italia, presentata oggi a Roma, punta ad aggregare. Li ha elencati durante la conferenza stampa e li ha ripetuti dopo, ai microfoni delle telecamere.
Tabacci: "No al populismo e all'opposizione urlata"
E sulla natura di forza aggregatrice di Alleanza per l'Italia ha puntato anche il portavoce Bruno Tabacci. "Vogliamo rappresentare il nucleo promotore di una convergenza possibile fra anime diverse", ha detto. E l'obbiettivo e' scritto a chiare lettere anche nel manifesto dell'Alleanza per l'Italia. Dunque l'Alleanza "si oppone al populismo della destra, imperniato sul patto Berlusconi-Lega, che divide il Paese", si legge nel manifesto sintetizzato da Tabacci, ma allo stesso tempo "critica quelle opposizioni che non riescono a proporsi come alternativa, tra un Pd di sinistra e una corrente giustizialista e illiberale".
Giustizia, contro personalismi e difese corporative
Il movimento di propone dunque di "mettere fine alla contrapposizione cieca che impedisce di valorizzare i differenti compiti di maggioranza e opposizione, di preservare il senso dello Stato e di ricercare il bene comune". Per esempio sulla giustizia "paralizzata tra la difesa delle esigenze del premier e l'impedimento corporativo di riforme indispensabili in un paese civile". E' arrivato il momento quindi di mettere fine all'attuale "bipolarismo ammalato" che "e' indifendibile.
Dellai: "Non sisamo il partito degli scontenti"
Una moderna democrazia dell'alternanza deve consentire l'accesso e la partecipazione di chi e' escluso o si tiene lontano dalla politica". Ma i promotori non si sottraggono a un 'mea culpa': "Anche i politici che promuovono l'Alleanza per l'Italia hanno partecipato a questa stagione largamente improduttiva". Da qui si riparte, quindi, su nuove premesse. E non importa quanti aderiranno: "Saremo quelli che siamo", ha detto Tabacci. Di certo, ha assicurato Lorenzo Dellai, "non vogliamo essere il partito degli scontenti", di ex che mugugnano.
Api, il catalogo è questo
"Nessuno di noi qui dentro e' scontento", ha assicurato. I primi segnali sarebbero incoraggianti e del resto il parterre e' indicativo della pluralita' di esperienze che hanno trovato una nuova casa. Ci sono politici di recente vocazione come Massimo Calearo - che ha insistito sulla necessita' di "essere vicini alle imprese, all'economia, alle professioni e a chi lavora" - e di carriera come Giorgio La Malfa che non ha ancora aderito in attesa della decisione del congresso del suo partito repubblicano. O perenni enfant prodige come Giuliano Da Empoli che non ha nascosto l'ambizione di Alleanza per l'Italia di essere "il primo partito non estremista e non massimalista che cresce sulla rete".
E poi Marco Calgaro che guarda "ai giovani che chiedono la modernizzazione", Claudio Gustavino che ha l'ambizione di trasformare il movimento "da un frammento a un fermento della politica italiana", Andrea Mondello secondo cui si e' "intercettato il bisogno di novita'", Gianni Vernetti che ha rivelato l'attenzione gia' suscitata "tra moltissimi amministratori locali", e l'ex Idv Pino Pisicchio che punta a fermare "la deriva telepopulistica". E poi Cristina De Luca e Donato Mosella, tutti soci fondatori della nuova Alleanza.
In sala, infine, volti noti come quelli di Paolo Guzzanti e Carlo Scognamiglio. E un pensiero a due assenti per causa di forma maggiore: Linda Lanzillotta e Wilma Mazzocco. E Rutelli non nasconde il suo ottimismo sulle capacita' di Alleanza di attrarre nuove forze. "Credo che ci si debba attendere una crescita ulteriore da oggi, da domani", ha spiegato, si e' innescata una dinamica "molto forte di coinvolgimento, di partecipazione che si tradurra' in nuove adesioni".
