9/11/2009

Bagnasco: "Basta con clima di odio"

"Reintegrare fondi scuole cattoliche"

Basta con il clima di odio "pericoloso per l'Italia" e con la "conflittualità sistematica" che abbandona i cittadini a se stessi. E' il forte appello al "disarmo" nella vita pubblica del presidente dei vescovi italiani, cardinal Angelo Bagnasco, in apertura della sessantesima Assemblea generale della Cei. Bagnasco si è poi augurato che il governo reintegri i finanziamenti per le scuole cattoliche "per consentire agli enti di mantenere gli impegni".

Nel suo discorso, Bagnasco ha toccato diversi temi, spaziando dalla pillola Ru486 al crocifisso, con un occhio particolare a molte delle tematiche che riguardano la vita del Paese.

"Crocefisso, impostura di esigue minoranze"
''Un'impostura'' di minoranze esigue che rischiano di far allontanare l'Europa dalla gente. Cosi' il presidente dei vescovi italiani è tornato a parlare della sentenza della corte di Strasburgo sul crocefisso nelle aule scolastiche italiane. ''Il sorprendente pronunciamento - ha detto - deve fare riflettere su una certa ideologia che non rinuncia a fare capolino nelle circostanze piu' delicate della vita continentale''. E' l'ideologia ''di un laicismo per cui la neutralita' coinciderebbe con l'assenza di valori, mentre la religione sarebbe necessariamente di parte''. ''Ma una simile posizione, oltre ad essere un'impostura, non e' mai stata espressa - ha denunciato Bagnasco - dalla storia e neppure dalla volonta' politica degli europei''. Per i vescovi e' stata una ''sentenza surreale'' e ''bene ha fatto il governo a fare ricorso''.

"L'ora di religione non può che essere cattolica"
La Cei ribadisce le proprie riserve sull'ora di religione islamica. ''Non e' in discussione - ha spiegato Bagnasco - la liberta' religiosa di chicchessia, ma la peculiarita' della scuola e le sue specifiche finalita' che, in uno stato positivamente laico, sono di ordine culturale ed educativo''. Il porporato ha ribadito che l'insegnamento della religione cattolica ''non e' un'ora di catechismo'' ma una occasione di conoscenza di una fede che fa parte del ''patrimonio storico del popolo italiano''.

Ru486, appello per l'obiezione di coscienza
Bagnasco ha lanciato anche un appello all'obiezione di coscienza di fronte all'uso della pillola Ru 486. ''L'intera operazione volta a rendere fruibile la controversa pillola on ci ha convinto ne' come cittadini ne' come pastori'', ha scandito il porporato. ''A questo punto - ha avvertito - ciascuno naturalmente si fa carico delle proprie responsabilita'''. ''Nello stesso tempo - ha proseguito - non si potra' non riconoscere, come gia' fa la legge 194, la possibilita' dell'obiezione di coscienza agli operatori sanitari compresi i farmacisti e i farmacisti ospedalieri, che non intendono collaborare direttamente o indirettamente ad un atto grave''.

Ultimo aggiornamento ore 17:49


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