L'avvocato di Silvio Berlusconi, il parlamentare Pdl Niccolò Ghedini, definisce come "altra miserabile storia" la vicenda delle 30 tombe fenicie a Villa Certosa, la residenza sarda del premier. La rivelazione è uscita da una registrazione di un colloquio con Patrizia D'Addario, pubblicato sul sito dell'Espresso. "Mai - ha detto Ghedini - Berlusconi potrebbe averne parlato, perché mai nulla di simile si trova o è stato rinvenuto nell'area".
Un'area, afferma, già ''oggetto di un minuzioso accertamento dell'autorità giudiziaria conclusosi poco tempo''. In ogni caso, aggiunge l'avvocato, ''qualsiasi ulteriore controllo in merito potrà essere eseguito in qualsiasi momento''. Di qui, il suo sdegno nei confrotni di certa stampa: "Quando si tratta di trovare argomenti, ancorchè frutto di invenzione, per aggredire il Presidente del Consiglio eletto dagli italiani, l'impudenza e l'imprudenza regnano incontrastate. Confidando su improbabili registrazioni mai accertate giudizialmente e di provenienza mai dichiarata dal gruppo l'Espresso-La Repubblica e comunque illecite, si e' costruita l'ennesima notizia, questa volta addirittura prospettando un'omessa denuncia di ritrovamenti archeologici".
Insomma, per l'avvocato del premier c'è un limite da rispettare: ''La libertà di stampa e di critica - tiene a precisare - deve essere sempre assoluta, ma sarebbe opportuno che almeno ci si attenesse alla verità o si tentassero delle verifiche anche minime che avrebbero evitato l'ennesima campagna diffamatoria contro il presidente del Consiglio, di cui Repubblica sarà chiamata ovviamente a rispondere''.
