1/6/2009

2 giugno, "più coesione su crisi"

Napolitano: "Unità per fare le riforme"

"Basta guardare alla realtà senza paraocchi per vedere che c'è bisogno, come ho detto e non mi stanco di ripetere, di più coesione nel Paese dinanzi alla crisi ed alle tensioni che scuotono il mondo". Lo dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel discorso televisivo in occasione della Festa della Repubblica. "La coesione occorre anche per le riforme necessarie al Paese ed al suo sviluppo", afferma Napolitano.

Giorgio Napolitano ha sottolineato con preoccupazione il persistere di ''aspre contrapposizioni politiche e istituzionali'' durante la campagna elettorale. Ma individua, in quest'ultimo anno, inequivocabili "segni di unità": la solidarietà dimostrata dagli italiani per l'emergenza terremoto in Abruzzo, la ricorrenza del 25 Aprile; e ancora l'omaggio alle vittime del terrorismo, delle stragi e della violenza politica, e ai magistrati e agli appartenenti alle forze dell'ordine vittime della mafia. Sono, ha spiegato, ''segni di unità del Paese attorno a valori di democrazia e di solidarietà propri della nostra Costituzione, tanto più importanti quanto più sono aspre le contrapposizioni politiche e istituzionali, soprattutto in periodo elettorale''.

"Coesione necessaria per riforme e in vista del G8 dell'Aquila"
Il Presidente ha poi rivolto il suo sguardo nell'immediato futuro. Con un auspicio: che la coesione aiuti l'Italia ad avviare le riforme. Napolitano ha ripreso dunque l'appello lanciato pochi giorni fa dal Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. E ha esortato a "prendere finalmente la strada delle riforme necessarie al Paese ed al suo sviluppo, nel rispetto dei diversi ruoli istituzionali, nel libero e civile confronto tra le diverse opinioni''. Poi un cenno ancora alla coesione, stavolta indirizzato al G8 dell'Aquila: "L'unità è necessaria, in vista del grande incontro internazionale che si terrà il mese prossimo all'Aquila e costituirà per l'Italia un impegno e un'occasione di straordinario rilievo''. ''Sono convinto - ha concluso Napolitano - che sia questo un auspicio diffuso tra gli italiani. Di certo è il mio augurio nell'interesse della Repubblica che oggi festeggiamo, perche' dal 2 giugno 1946 con essa si identifica la nostra patria''.


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