25/4/2009

"Resistenza, valore per la Patria"

25 Aprile, Berlusconi: festa di tutti

L'Italia ricorda il 64esimo anniversario della Liberazione. Napolitano e, per la prima volta, Berlusconi hanno reso omaggio al Milite Ignoto. Poi il Presidente della Repubblica, dal Sacrario Militare di Mignano Montelungo (Ce), ha detto che "a nessun caduto di qualsiasi parte - e ai famigliari che ne hanno sofferto la perdita - si può negare rispetto e pietà. Rispetto e pietà devono accomunare tutti". Il premier, a Roma, ha chiesto pietà anche per i repubblichini. Da Onna, poi Berlusconi ha dichiarato che "dobbiamo ricordare con rispetto tutti i caduti, anche chi ha combattuto dalla parte sbagliata sacrificando la propria vita ad una causa già persa. Questa non è neutralità o indifferenza perché tutti gli italiani stanno con chi ha combattuto per la Patria". E quindi le parole sulla Resistenza: "La Resistenza, come il Risorgimento, è uno dei valori fondanti della nostra Nazione e rimanda alla libertà che viene prima delle leggi e dello Stato".

17,35 - Finita la manifestazione a Milano
Con il comizio di Oscar Luigi Scalfaro si e' praticamente conclusa la manifestazione per il 25 aprile a Milano. La piazza Duomo si sta lentamente svuotando dalla folla che l'ha gremita per assistere ai comizi. Restano in piazza alcuni gruppi della Sinistra antagonista con camioncini su cui sono montati impianti stereo che diffondono musica.

17,25 - In 25mila a Milano
sono circa 25mila secondo la Questura i partecipanti alle manifestazione per il 25 aprile in corso a Milano

16,50 - Fischi a Formigoni
Aspre contestazioni per il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, non appena ha preso la parola dal palco allestito in piazza Duomo per le celebrazioni del 25 aprile. Nonostante i fischi Formigoni ha continuato a parlare davanti ai manifestanti che hanno sfilato da Porta Venezia. "Il nostra popolo conferma la nostra scelta democratica e la propria scelta antitotalitaria - ha detto Formigoni scatenando i fischi della piazza - . Il sentimento antitotalitario è la vera natura del 25 Aprile"

16,20 - Franceschini: "No a cambi di nome"
Il segretario del Pd Dario Franceschini non condivide affatto l'idea avanzata dal premier Silvio Berlusconi di ribattezzare la festa della Liberazione con il nome di festa della liberta'. ''Quel nome l'hanno deciso i nostri padri e non si tocca - ha detto Franceschini parlando con i giornalisti sul palco in piazza Duomo a Milano - la festa della liberta' deve essere tutti i giorni per gli italiani, ma il 25 Aprile continuera' a chiamarsi festa della Liberazione''.

16.00 - In corteo anche volti noti
Al corteo milanese per celebrare la liberazione ha partecipato anche Alba Parietti. La conduttrice ha sfilato tra gli ex partigiani dell'Anpi, cui e' molto legata perche' il padre Francesco, scomparso qualche anno fa, ne faceva parte. "Sono qui per ricordare il sacrificio dei partigiani -ha detto la Parietti- mio padre aveva combattuto nelle Langhe con il nome di battaglia 'Naviga', cambiato poi per esigenze di clandestinita' in 'Sire'". Insieme alla conduttrice televisiva, che ha intonato a memoria anche diversi canti della Resistenza, ha sfilato nel corteo dell'Anpi anche la scrittrice Emmanuelle de Villepin, la moglie di Rodolfo De Benedetti.

15.50. A Milano contestazioni contro brigata ebraica
Al passaggio dello spezzone del corteo milanese del 25 Aprile composto dalla brigata ebraica, un piccolo gruppo di manifestanti ha iniziato a urlare ''assassini, assassini'' chiedendo la ''liberazione della Palestina''.

15.44. Maroni: preservare le memoria della lotta al nazifascismo
Varese. Per il ministro dell'Interno il significato piu' autentico delle celebrazioni del 25 aprile e' quello di tenere viva "la memoria di quegli avvenimenti e della lotta di liberazione contro il nazifascismo''. Così Maroni ha preso parte ai festeggiamenti del 25 aprile nella sua citta', a Varese.

15.39. Formigoni: nessuna intollaranza, il 25 aprile è di tutti
Milano.Il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha partecipato al corteo milanese per dire "no all'intolleranza". "Questa e' una festa di tutti - ha commentato dalla testa del corteo partito da Corso Venezia - il 25 aprile ha segnato la sconfitta della dittatura. Possono esserci idee diverse, ma tutti difendano i propri diritti".

15.28. Di Pietro: Tenere distinti carnefici e vittime
Milano. Sul 25 aprile il leader di Italia dei Valori non ha dubbi: "Celebra la resistenza al fascismo. Bisogna tenere distinti da un lato gli aguzzini, dall'altro le vittime". Una distinzione che va fatta, secondo Di Pietro, in modo chiaro: "Non sono d'accordo sull'idea del 'volemose bene"'.

15.25. Franceschini: Berlusconi rinunci a equiparazioni
Il segretario del Pd insisite sulla distinzione tra partigiani e repubblichini: "Chiedo al premier -sbotta Dario Franceschini - di essere coerente e di far ritirare dal gruppo parlamentare del Pdl il progetto di legge di cui è già iniziata la discussione alla Camera che prevede l'equiparazione repubblichini-partigiani".

14.10. Bersani: riconoscenza solo a chi diede la libertà
Roma. "La pietà è per tutti, la riconoscenza è solo per chi ci ha dato la libertà.'' Lo ha detto Pier Luigi Bersani durante le commemorazioni che si sono svolte a Marzabotto, in occasione della Festa della Liberazione. ''Non si azzardino - ha aggiunto  - a proporre norme in contraddizione con questo semplice principio".

13.43 Marini: festa di tutti
Livorno -  "
Il 25 aprile è una festa di tutti gli italiani". Lo ha detto l'ex presidente del Senato Franco Marini, presente a Piombino per celebrare la festa della Liberazione che, ha spiegato, "ci consentì di entrare in Europa e lavorare allo sviluppo del paese. In quella fase la partecipazione popolare fu rilevantissima per il futuro dell'Italia".

13.37 A Berlusconi lo stendardo della battaglia partigiana
Onna - Una piccola cerimonia chiude la celebrazione del 25 aprile di Silvio Berlusconi ad Onna, dove il premier rende tra l'altro omaggio ai partigiani che fecero la Resistenza. Alcuni anziani partigiani della Brigata Maiella, ricordata nel suo discorso e definita "leggendaria", si avvicinano al presidente del Consiglio e cingono intorno al suo collo lo stendardo tricolore simbolo della formazione partigiana. Berlusconi si fa fotografare insieme a loro, chiede quanti anni avessero durante la Resistenza e si fa raccontare le loro storie. Poi si ferma ad applaudirli e chiede loro di accompagnarlo in un breve giro del paese distrutto dal terremoto.

12.36. Berlusconi: viva la festa di tutti gli italiani
"Basta contrapposizione, viva la festa di tutti gli italiani, festa che deve diventare di libertà". Lo ha affermato il premier nel suo intervento a Onna in occasione della cerimonia per il 25 aprile. Il presidente del Consiglio ha poi invitato a "rispettare chi stava nella parte sbagliata", sottolineando che la "Resistenza è un valore fondante della nostra nazione".


12.33. Sacconi: si a giornata di coesione nazionale
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, prende come esempio il brigadiere dei carabinieri Salvo D'Acquisto per sostenere l'unità del 25 aprile: "'L'esempio di Salvo D'Acquisto - ha spiegato - può essere considerato l'espressione più alta dell'attitudine al dono. E' una figura unificante in questo 25 aprile di coesione nazionale''.

12.26. Berlusconi: ricordare tutti è neutralità
Onna. Il premier ribadisce l'importanza di ricordare tutti i caduti, senza distinzioni ideologiche: ''Dobbiamo ricordare con rispetto tutti i caduti, anche chi ha combattuto dalla parte sbagliata sacrificando la propria vita ad una causa già persa. Questa non è neutralità o indifferenza perchè tutti gli italiani stanno con chi ha combattuto per la patria''.

12.25. La Russa: ora il 25 aprile è la festa di tutti
Caserta.Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa condivide le dichirazioni di Napolitano e Berlusconi: "Con le parole del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio - commenta soddisfatto da Mignano Monte Lungo -  si apre la porta a una celebrazione assolutamente condivisa del 25 aprile, festa di tutti gli italiani".

12.08. Berlusconi: questa festa è un onore e un impegno
Onna. Lasciata Roma, il premier è giunto ad Onna: ''Sono qui per una festa che è insieme un onore e un impegno: l'orrore di commemorare la terribile strage che avvenne qui nel giugno del '44 e un impegno che ci deve animare a non dimenticare ciò che è accaduto qui per l'orrore del totalitarismo''.


11.45. Napolitano: rispetto e pietà per tutti

Mignano Montelungo (Caserta) -  "A nessun caduto di qualsiasi parte e ai famigliari che ne hanno sofferto la perdita' si puo' negare rispetto e pietà", ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano celebrando il 25 aprile al Sacrario Militare di Mignano Montelungo  "Questa è base - ha aggiunto - per una rinnovata unità nazionale, non insegnata da vecchie, fatali e radicali contrapposizioni''.

11.12. D'Alema: le parole del premier creano solo confusione
Massimo D'Alema non condivide l'equiparazione fatta dal premier tra partigiani e repubblichini perchè sono due cose che vanno distine. "La pietà - spiega - fa parte dei sentimenti umani ma non si possono mescolare i sentimenti" con quanto accaduto nella storia altrimenti "questo è solo un modo per fare confusione e sulla confusione non si costruisce nulla". 

10.58. Orlando: il 25 aprile? Non è come andare al teatro
Palermo. "Il 25 aprile non è una festa. E' un sistema di valori che fa riferimento alla nostra costituzione e che deve essere difeso sempre. Partecipare oggi non è come andare a teatro: per qualcuno magari lo è, salvo poi insultare gli 'attori' o infangare 'Verdi' o 'Mozart'" Così il portavoce   di Idv, Leoluca Orlando, commenta da Palermo la partecipazione del premier alla celebrazione della Liberazione.

10.54. Capezzone: Franceschini non polemizzi con il premier
Roma. Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, prende le difese del premier: "E' sbagliata la polemica di Dario Franceschini nei confronti del premier. Berlusconi cerca di unire il Paese, facendo due cose: da una parte, ribadendo il giudizio storico sulla assoluta negatività di tutti i totalitarismi, e dall'altra esprimendo umana pietas anche per coloro che fecero in buona fede una scelta sbagliata".

10.30. Franceschini: non equiparare partigiani e repubblichini
Onna - Dario Franceschini dissente dalla parole del premier Silvio Berlusconi sui repubblichini di Salò. ''Un conto è il rispetto umano ma non si può equiparare chi combatté dalla parte giusta e chi invece lottò per una causa tragicamente sbagliata''.



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COMMENTI

26/04/09

POLITICI E CAPITALISTI SONO CAUSA DI POVERTA'

MACCHE' DEMOCRAZIA...
IN ITALIA C'E' SOLO UNA ENORME DISPARITA' TRA RICCHI E POVERI, TRA POLITICI E CITTADINI, TRA CAPITALISTI E POVERI. TUTTA COLPA DI UNA POLITICA CORROTTA E INGIUSTA!
25/04/09

gigio

l'equiparazione partigiani-repubblichini è meno insensata di quanto sembri.un conto è l'antifascismo democratico,un conto è quello comunista.purtroppo i partigiani erano in massima parte appartenenti al secondo gruppo.se i repubblichini si ispiravano al fascismo,la maggior parte dei partigiani volevano sì abbattere tale regime,ma per passare al comunismo(in urss a quel tempo c'era un certo sig.stalin).questo tabù dell'infallibilità partigiana va abbattuto,senza cmq rivalutare mussolini & co.