Alta tensione durante il comizio tenuto da Giuliano Ferrara in piazza Maggiore a Bologna. Appena il candidato premier ha cominciato a parlare si sono intensificati fischi ed urla, ci sono stati lanci di pomodori e di qualche uovo. Durante un passo del comizio, i manifestanti hanno cominciato a premere con insistenza e dal cordone di polizia è volata qualche manganellata. Ferrara è sceso dal palco scortato dalla polizia.
"Questa non e' democrazia, non mi fate parlare. Giovedì finirete su tutti i giornali, siete contenti? Avete contestato il comizio ma non siete a riusciti a impedirci di parlare a Bologna" ha detto il direttore de 'Il Foglio' costretto a lasciare la Piazza su un'auto scortata dalla Polizia e presa di mira dai contestatori che le hanno scagliato contro anche due bottiglie di vetro. "Un clima incivile" ha osservato.
Quando il candidato premier della lista 'Pro-Life' se ne e' andato, il palco dal quale aveva parlato poco prima e' stato preso letteralmente d'assalto. Una sorta di espugnazione da parte dei giovani che hanno distrutto il cartellone elettorale che giganteggiava alle spalle di Ferrara.
La reazione di Cofferati
"E' inaccettabile che una piazza venga trasformata nel luogo dell'intolleranza". Cosi' il sindaco di Bologna Sergio Cofferati ha commentato la reazione dei ragazzi dei centri sociali. "Tutti devono essere in condizione di poter sostenere pubblicamente le proprie tesi e le proprie opinioni - aggiunge Cofferati - e a nessuno deve essere impedito di parlare".