27/2/2008

Castrazione chimica,ok da Veltroni

Pedofilia, cauti gli esperti

Prima apertura di Veltroni alla castrazione chimica per i pedofili. Per il leader del Pd, se funzionasse, la castrazione non andrebbe esclusa quale misura per il controllo della pedofilia ma ad oggi ''non ci sono evidenze scientifiche circa la sua efficacia''. E' il contenuto delle proposte di legge del partito contro i reati di pedofilia. La stessa misura fu chiesta lo scorso 18 febbraio da Fini. Cauti gli esperti che invitano alla cautela.

La proposta
Aumento delle pene per i reati di pedofilia, nonchè dei termini di prescrizione, che scattano solo quando la vittima compie la maggiore età; obbligo di applicazione da parte del giudice della custodia cautelare, nonchè obbligo di un trattamento terapeutico per evitare che il pedofilo, una volta uscito dal carcere, torni ad abusare dei bambini. Queste le principali misure previste dalla proposta di legge: ''La presenteremo - ha detto Veltroni - subito all'inizio della prossima legislatura, qualsiasi sarà il nostro ruolo''. Veltroni ha quindi affermato che ''se la scienza trovasse forme per disincentivare atti di violenza, non vedo perché non ricorrervi'', non escludendo quindi a priori la castrazione chimica. 

La polemica
L'apertura non ha mancato di suscitare reazioni polemiche da parte del centrodestra. Veltroni ''adesso è favorevole alla castrazione chimica? Ma che credibilità può avere uno che oggi parla di castrazione chimica e quando ne parlavamo noi della Lega ci bollava come beceri e quant'altro?'', è il commento di Roberto Cota, vice presidente del deputati della Lega. E il coordinatore delle segreterie della Lega, Roberto Calderoli, aggiunge: ''Quando cinque anni fa proposi la castrazione chimica fui crocefisso e indicato come il più sadico dei sadici''. Duro il giudizio della vice presidente dei deputati di Forza Italia Isabella Bertolini: ''Veltroni continua a copiare le proposte del Pdl. Dopo meno tasse e più salari, oggi si dichiara favorevole alla castrazione chimica per i reati di pedofilia. Una proposta del centrodestra, vecchia ormai di qualche anno, bocciata in passato dalla sinistra come barbara e incivile''. E critiche giungono anche da sinistra: esprime ''perplessita''' il Pdci, mentre un invito a ''smettere di inseguire Fini e la destra poiché non è accettabile l'introduzione della castrazione chimica come metodo di repressione'' viene dal presidente dei deputati Verdi, Angelo Bonelli. E il presidente della commissione Sanità del Senato Ignazio Marino dice si' all'inasprimento delle pene ma afferma che la castrazione chimica ''non serve''. 

Gli scienziati
La castrazione chimica è basata sull'uso di farmaci che bloccano gli ormoni sessuali maschili. Ma gli esperti, a partire dal farmacologo Silvio Garattini, si dicono scettici circa l'efficacia del trattamento: ''Non è stata attuata alcuna sperimentazione scientifica - ha dichiarato - che provi la validità del trattamento, ma sarebbe opportuno che fosse avviata una sperimentazione in tal senso''. Anche il Comitato nazionale di bioetica, già nel 2003, aveva espresso un giudizio negativo: in un documento ufficiale, il Cnb dice 'no' a trattamenti sanitari obbligatori nei pedofili e castrazione chimica. Si ribadisce infatti il principio della intangibilità.

Teodem
Paola Binetti, da tempo impegnata sui temi etici, come l'aborto e la tutela dei diritti umani, esprime perplessità sulla proposta dai risvolti etici peroccupanti. Del resto politicamente sono proprio le questioni etiche che rendono la senatrice cattolica molto interessata al collocamaneto dei radicali, tradizionalmente sensibili a questi temi, nella compagine del Pd. La Binetti aspetta il nome del ministro scelto tra i Radicali per sciogliere la sua riserva sulla partecipazione del partito di Marco Pannella al progetto del Pd. La Binetti spiega: "Possiamo solo aspettare che Veltroni sciolga la riserva sul nome. Una cosa e' Emma Bonino un'altra e' Marco Pannella".