"Per il bene del Paese si andrà a votare presto, il mio auspicio è in primavera". Lo dice il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi intervenuto alla festa dell'Udeur di Telese. "Sono convinto - ha continuato - che le distanze tra i partiti della sinistra sono tali che non si può continuare così". Per Berlusconi la riforma della legge elettorale "è una scusa per la sinistra per tirare a campare. Ove si volesse basterebbero pochi giorni per modificarla".
SCADENZA IMMEDIATA
Il voto in primavera. Per il bene del Paese, Berlusconi indica che quella delle urne è l'unica strada da intraprendere a fronte di una situazione politica palesemente deteriota con una sinistra troppo divisa per concludere qualcosa. "Sono certo - ha detto il leader di Forza Italia - che le distanze tra i partiti della sinistra siano tali che non credo si possa continuare a lungo, e quindi per il bene del Paese si dovrebbe andare al più presto a votare". E', secondo Berlusconi, un governo alla "frutta", quello che sta governando l'Italia.
LEGGE ELETTORALE
Sulla legge elettorale il capo dell'opposizione non usa mezzi termini. "E' solo una scusa che la sinistra avanza per tirare a campare", ha detto Berlusconi. "Ove il governo volesse, in una settimana di lavoro parlamentare, non ci sarebbe difficoltà a trasformare il premio di maggioranza da regionale a nazionale al Senato". "In realtà - ha continuato - la legge attuale è ottima e se il governo cadesse, non ci sarebbe nessuna difficoltà ad andare a votare con quella legge".
PARTITO UNICO
Diplomatico e attento agli equilibri interni il riferimento fatto dal leader di Forza Italia all'evoluzione eventuale della Cdl in un'unica compagine politica, un partito unico contraltare naturale al nascente Partito democratico. Berlusconi prevede prima una tappa intermedia e cioè la federazione. "In una coalizione, quando un solo partito dice 'no' si blocca il provvedimento, mentre nella federazione si vota. Questo è un passo avanti nella democrazia. Nella scorsa legislatura abbiamo avuto una coalizione, e anche in questa lgislatura abbiamo una rissosa coalizione di centrosinistra. Ora dobbiamo passare dalla coalizione a una federazione, e il terzo passo è il partito unico".
IL MODELLO "SARKOZY"
Così come in Francia il neopresidente Sarkozy impiega "cervelli" dell'opposizione di sinistra nel suo governo, anche il leader del centrodestra non si tirerebbe indietro e impiegherebbe ministri del centrosinistra. Ad una precisa domanda Berlusconi non mostra incertezze: "Dico subito di sì, perché le intelligenze vanno usate ovunque si trovino". "Guardo con un sorriso la magnificazione di Sarkozy - ribadisce il leader azzurro - che fino a poco tempo fa era considerato dalla sinistra quasi un fascista. Lo conosco da tempo, ho lavorato con lui vent'anni fa e la prima telefonata che ha fatto quando è diventato presidente l'ha fatta a me".
I "FUCILI" DI BOSSI
Non poteva mancare dal palco di Telese un intervento chiarificatore sulle polemiche generate dall'uscita "pittoresca" di Umberto Bossi che aveva parlato, riferendosi alla protesta fiscale, di ricorso all'uso delle armi, evocando manipoli di irredentisti padani pronti a imbracciare i fucili contro Roma Ladrona. "La Lega di Bossi è un partito serio - ha spiegato Berlusconi -, Di Bossi e della Lega possono non condividersi e non si condividono le espressioni colorite. E d'altra parte noi non le condividiamo. Però sono orgoglioso per il fatto che noi abbiamo preso una Lega quasi secessionista e l'abbiamo istituzionalizata. Nei cinque anni in cui siamo stati al governo, la Lega ha mostrato un grande senso di responsabilità e io non ho da lamentarmi di nulla".
GOVERNO PRODI
Un pasticcio segnato dalle contraddizioni interne, dal prevalere della spada di Damocle rappresentata dalla sinistra radicale. Un massimalismo che nuoce e impedisce qualsiasi raggiungimento di sintesi politica. Questo il pensiero del leader dell'opposizione che si scaglia anche contro il nascente progetto del Partito democratico. "La sinistra è impossibilitata a governare per la presenza di forze eversive per la democrazia", continua, e la discesa in campo di Veltroni non cambierebbe il giudizio complessivo sulla situazione all'interno del centrosinistra. "Anche lui sarebbe in balia dei diktat della sinistra radicale - ha detto Berlusconi -. Cambiando il manovratore Prodi con Veltroni non cambierebbe nulla perché bisogna cambiare il treno che è fatto di vagoni".