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22/12/2006

Welby, negati i funerali religiosi

Vicariato Roma: caso troppo clamoroso

Il vicariato di Roma ha negato i funerali religiosi a Piergiorgio Welby. "Si tratta di un caso troppo clamoroso", ha spiegato il viceparroco della chiesa di Don Bosco, dove la vigilia di Natale dovevano svolgersi le esequie. A voler fortemente il rito cattolico era la madre di Welby, profondamente religiosa. Marco Pannella ha annunciato una funzione laica in piazza San Giovanni Bosco a Roma per il 24 dicembre.

"Sarà una testimonianza popolare di laica religiosità per quanti vorranno dare l’ultimo saluto a Piergiorgio", dice il leader radicale.
Intanto la moglie di Welby, Mina, ha annunciato: "Piergiorgio sarà cremato". "Lui non accettava di stare più lì - ha spiegato - Abbiamo chiesto aiuto a Marco Cappato e insieme abbiamo scritto al presidente Napolitano". L'avvocato Di Vita, legale dei Radicali,  nel frattempo, fa sapere che Cappato e Riccio sono stati sentiti come persone informate sui fatti, ma non sono indagati.

LA RICHIESTA DELLA MOGLIE
"Rivolgo un appello agli italiani: pensate a queste cose. I malati non hanno solo il problema di essere curati e assistiti bene". Minuta, serena, a tratti interrotta dalla commozione, Mina indossa un foulard bianco e un giubbino nero sopra un semplice jeans. Calza scarpe di ginnastica e la sua voce è flebile, ma sicura.

E' la prima volta che parla in pubblico, dice di avere le "febbre del palcoscenico, ma per Piergiorgio fare questo e altro. Ho passato una vita in complicità con lui -dice- poi gli ho chiuso gli occhi. Ora la vita di Piergiorgio deve essere valorizzata". 

Lei dice di essere "una tirolese, "asburgica" mi chiamava Piero". "Nel 2002 - spiega - abbiamo conosciuto il Partito Radicale, persone eccellenti come lo sono state quelle dell'Associazione Luca Coscioni. Piergiorgio è diventato radicale perchè voleva portare avanti il discorso dell'eutanasia. Solo quest'anno ho saputo che aveva paura di morire soffocato, come Luca Coscioni. Non lo voleva. Continuerò la sua battaglia per i diritti civili, anche se sono una semplice casalinga. Ma ho fatto il liceo classico. Voglio continuare con l'aiuto dei radicali e degli altri amici".

L'AVVOCATO: NON CI SONO INDAGATI
Intanto l'avvocato Giuseppe Rosso Di Vita, legale dei gruppi Radicali, ha chiarito che è stato aperto un fascicolo da parte della Procura, "ma per atti relativi a". "Marco Cappato e Mario Riccio - prosegue l'avvocato -sono stati sentiti come persone informate sui fatti, ma non sono indagati. E al momento non ci sono ipotesi di reato a loro carico".

"Ribadiamo l'assoluta legalità dell'intervento compiuto -ha rimarcato Di Vita - è un atto che ha tutti i crismi della legalità. La Procura mira ad accertare il fatto, ma non ci attendiamo esiti diversi dall'archiviazione del procedimento".