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7/9/2006

Follini: lascio Udc se resta in Cdl

"Giusta l'intenzione di Casini"

Marco Follini si è schierato al fianco di Pier Ferdinando Casini dopo il suo no a "vivere e morire con Berlusconi", aggiungendo che si tratta di una "intenzione giusta", ma che ha bisogno di una conseguenza, ovvero "la rottura della politica dei blocchi". Poi ha aggiunto: "Se l'Udc dichiarerà la fine della Casa delle libertà, sarò con l'Udc. Se invece l'Udc resterà nella Cdl, potrà farlo anche senza di me".

"Credo che esista un grande  spazio al centro per non morire né berlusconiani né socilademocratici. Ma per coltivare quello spazio occorre saper vivere di vita propria", afferma Follini. Un ragionamento che non trova corrispondenza politica  nel resto della Cdl. "E' un refrain insopportabile" secondo il senatore di Alleanza Nazionale Francesco Storace quello dello smarcamento dei centristi Casini e Follini, "buono per andare in tv la sera". "Ma si dovrebbero ricordare - aggiunge - che a Berlusconi la leadership gli è stata data dagli elettori perché lui ha fatto una campagna elettorale per vincere, mentre l'Udc l'ha fatta per perdere. Mi pare - conclude - che non ci siano proprio dubbi su chi ha ragione". "Se Casini non vuole morire berlusconiano, io non voglio morire annoiato...", ha poi concluso l'esponente di An.

"Vivere e morire con Berlusconi? Innanzitutto, noi della Lega non vogliamo morire e con Berlusconi leader ci sono possibilità di vivere, mentre con Casini non ce ne sarebbe neanche una". Roberto Maroni, capogruppo della Lega alla Camera, commenta così le parole che hanno fatto scatenare la polemica. "Ogni anno, in questo periodo, Berlusconi viene accusato di essere assente e la sua leadership viene attaccata: per me - aggiunge - queste sono tutte stupidaggini. Se poi l'unica voce a favore di Casini è quella di Follini, è la prova provata che sono tutte stupidaggini".

"Sono due anni che Follini fa opposizione da dentro la Cdl: ha provato a spodestare Berlusconi e invece è stato licenziato in tronco dll'Udc ed è rimasto da solo a gridare nel deserto. Adesso, con tempestività da perfetto democristiano - conclude Maroni - si appresta a prendere il posto lasciato da De Gregorio. Che tristezza...".