Senato:sì ddl docenza università
Opposizione non partecipa al voto
Il Senato ha votato alla fiducia il ddl di riforma della docenza universitaria. Il provvedimento, dunque, torna alla Camera perché modificato dal maxi-emendamento del governo interamente sostitutivo del provvedimento. Le opposizioni non hanno partecipato al voto per protesta. Il decreto è stato approvato con 160 sì e 7 no. I votanti sono stati 162, la maggioranza richiesta era 87.
"Il voto di fiducia sul provvedimento relativo alla docenza universitaria era davvero necessario per riscrivere in Senato un provvedimento che alla Camera era stato stravolto dall'approvazione di emendamenti contradditori e tali da mortificare ogni minima esigenza di coerenza", così Luigi Compagna rappresentante dell'Udc in commissione Istruzione Pubblica.
"E' una riforma richiesta dal mondo universitario e da quellio della ricerca. La fiducia chiesta dal governo è tecnica. Da anni si aspettava questa importante riforma che va aggiunta a tutte le altre realizzate dalla Cdl per modernizzare il Paese", così il capogruppo di Fi al Senato, Renato Schifani.
Una fiducia richiesta "solo per mettere fine alla babele di lingue all'interno della maggioranza", sul provvedimento "che è un guazzabuglio di norme e normine fatte per difendere i privilegi delle corporazioni, contro i giovani, contro la conoscenza, l'univesità, la ricerca". E' questo il senso della dichiarazione di voto svolta nell'aula del Senato da Maria Grazia Pagano, che ha parlato a nome del gruppo della Quercia.
"E' indecente che suuna materia, quale quella dello status dei professori universitari, così strategica per il futuro del Paese, la maggioranza tenga un atteggiamento sordo alle voci critiche che si levano dalla società e dall'univesità tutta", lo afferma il senatore Tommaso Sodano, a nome di Rifondazione Comunista, intervenendo in aula per illustrare i motivi del voto contrario alla fiducia richiesta dal governo sul provvedimento riguardante la delega sullo stato giuridico dei professori universitari.
