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24/3/2005

In Sardegna si vota dopo

Amministrative: urne l'8 e il 9 maggio

Si votera' l' 8 e il 9 maggio in Sardegna per la tornata amministrativa che prevede il rinnovo di 234 Comuni (i principali Sassari, Nuoro e Quartu Sant'Elena, la terza citta' dell'Isola), quattro Consigli provinciali (cosiddetti storici, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano) e l'elezione per i quattro nuovi Enti intermedi (Gallura, Medio Campidano, Ogliastra e Sulcis).

La data e' stata decisa il 2 marzo dal presidente della Regione, Renato Soru, nell'ambito della riunione della Giunta. Si e' cosi' concluso il ''tormentone'' sulla data delle elezioni sarde, che aveva assunto anche i contorni di un vero e proprio giallo. Le prime a debuttare nel toto-voto sono state le giornate del 3 e 4 aprile, annunciate all'inizio di febbraio dal Governatore per abbinare la consultazione nell'Isola con l'election day nazionale.

Ma arriva il primo di una serie di stop: ''problemi tecnico-giuridici'', li hanno chiamati gli esperti della Regione, che da allora si sono dovuti districare in un labirinto di norme elettorali nazionali e regionali, di calcoli pazienti per non sforare dai termini fissati dalle leggi, dovendo soprattutto fare i conti con i ritardi nella definizione dei collegi provinciali, la cui mappa e' profondamente cambiata con l'istituzione delle nuove quattro Province.

Tramontata l'ipotesi del 3-4 aprile, perche' non c'erano piu' i tempi tecnici per la fissazione, e' cominciato il balletto delle date: fine aprile; no, meglio i primi di maggio; ma no, si facciano il 29 e 30 maggio cosi' si abbinano i ballottaggi, il 12 giugno, con il referendum sulla procreazione assistita. Poi, finalmente, si e' trovata un'intesa di massima, condivisa sia dai partiti di maggioranza che di opposizione, per l'8 e il 9 maggio. I ballottaggi 15 giorni dopo: il 22 e 23.

Nel caos di quei giorni legati all'incertezza sulla data del voto, si era persino ipotizzato di chiamare i sardi alle urne nelle giornate festive, il 24-25 aprile o l'1-2 maggio, o di anticiparle al sabato, subito scartata per i vincoli di legge. Tutte 'boutade' che non hanno avuto alcun seguito, se non quello di alimentare le polemiche perche' questa data non arrivava mai.

E se Forza Italia e' risultata la piu' organizzata, tanto che sono apparsi sui muri di citta' e paesi di sei delle otto Province numerosi manifesti con l'invito a votare il partito alle elezioni del 3-4 aprile (''Un errore, ma e' la prova che eravamo gia' pronti'', aveva chiarito il coordinatore azzurro Piergiorgio Massidda), molte altre forze politiche scalpitavano per conoscere al piu' presto la data e poter quindi organizzare per tempo una efficace campagna elettorale.