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10/2/2005

Foibe, la tv ricorda

La fiction della Rai e l'Antipatico

Una polemica, a tratti strumentale e inutile, per una fiction di due puntate che ha cercato di ricostruire onestamente un momento storico particolare come le foibe, insistendo soprattutto sul lato umano e personale dei protagonisti più che sulla veridicità storica. E che ha convinto il pubblico, visto gli ascolti raccolti. Il cuore nel pozzo, trasmesso da Raiuno il 6 e il 7 febbraio, in fondo ha fatto il suo dovere: interessare la gente, magari facendo scoprire una pagina di storia impolverata o sconosciuta.

Il cast de Il cuore nel pozzo

Prodotta da Angelo Rizzoli, per la regia di Alberto Negrin, ha visto come protagonisti Beppe Fiorello, nei panni di Ettore, un reduce alpino, Leo Gullotta (don Bruno, il sacerdote del paese), Antonia Liskova e Sonia Aquino. Tutta la fiction si regge su un duplice filone. Da una parte l'evento storico: tra il 1943 e il 1945, migliaia di italiani furono trucidati e gettati nelle foibe, i pozzi carsici dell'Istria, dalle truppe partigiane del maresciallo Tito. Dall'altra parte la vicenda personale e privata, raccontata attraverso gli occhi di un bimbo presente al momento dei fatti e che scrive un diario di quello che vede.

Una storia ben raccontata dal regista di "Perlasca", che per sua stessa ammissione non aveva "velleità storiche", ma al massimo l'ambizione di far emergere una vicenda dimenticata. Eppure la polemica, inutile, ha investito la produzione, tacciata di fascismo. Polemica demolita dai dati d'ascolto: oltre 10 milioni gli spettatori hanno apprezzato la fiction e dimostrato di aver capito che le foibe, forse, meritano di essere ricordate indipendentemente dal colore politico.

Maurizio Belpietro

Tra i programmi d'informazione, una puntata alle foibe è stata dedicata dall'Antipatico, condotto dal direttore de Il Giornale, Maurizio Belpietro. Ospite della trasmissione, Piero Tarticchio, che sessant'anni fa perse il padre, lo zio e cinque cugini e che ha scritto un romanzo storico sull'argomento. Tarticchio ha affermato che non sarebbe stato possibile far sentire la propria voce sull'argomento prima. Ma, in riferimento alle iniziative del giorno del ricordo, afferma che è bene che se ne parli, ma che le ricostruzioni sono ancora distanti dalla realtà, dai luoghi e dalla storia vissuta dai pochi testimoni scampati alle foibe.