Grillo: "Senza M5S sarà escalation di violenza"
Da Lodi, il leader ligure attacca: "Stanno tentando di metterci fuori gioco". Parole dure anche sul Cavaliere: "Abbiamo proposto l'ineleggibilità, con Rodotà al Colle sarebbe in galera"
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"Se scompariamo noi ci sarà una escalation di violenza". Lo ha affermato Beppe Grillo durante un comizio a Lodi. "Stiamo tenendo in piedi la democrazia - ha proseguito - e ci vorrebbero far sparire". Il leader del M5S parlando del ddl anti-movimenti del Pd, firmato da Zanda e dalla Finocchiaro, ha continuato: "Le tentano tutte per metterci fuori gioco: hanno fatto una leggina stupenda, fatta da due del Pdmenoelle, tra cui una signora che va all'Ikea con la scorta".
Nel mirino di Grillo anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, criticato per non aver preso posizione sulla proposta del Pd di riservare le elezioni ai soli partiti politici: “Su questo non ha detto nulla - ha spiegato - ma ha trovato le parole per mandare la polizia giudiziaria a 20 ragazzi di Nocera Inferiore che si sono permessi di parlare un po' male di lui''.
''Ci siamo tolti le diarie e le indennità, la diaria non spesa sarà restituita'', ha ribadito il leader del M5S, “in un mese abbiamo risparmiato 450 mila euro”.
''Il sistema dei media è tutto contro di noi''. Nessun riferimento esplicito alla puntata di Report sulla gestione del denaro all'interno della sua forza politica, ma la vena polemica del leader ligure non tarda ad affiorare: ''Fanno dossier su di me e sulla mia famiglia - ha proseguito - è una situazione imbarazzante, non si può più andare avanti così".
Grillo è poi tornato sulla proposta di ineleggibilità per Silvio Berlusconi, sostenuta dall’ideologo del M5S Paolo Becchi sulla base della legge 361/57, “ma nessuno ci ha considerato”, lamenta il comico, “con Rodotà presidente, Berlusconi sarebbe in galera, ma anche con Prodi sarebbe morto".
E proprio alle sorti di Berlusconi è legato il futuro dell’esecutivo, che nelle previsioni di Grillo “durerà fino a settembre-ottobre, quando la Cassazione dovrà dire sì o no al nano”: il ritorno alle urne, prosegue Grillo, sarà una sfida tra M5S e Pdl, poiché “il Pd è finito, è solo capace di farci campagna contro, un odio così non l'ho mai visto”. Il risultato elettorale di aprile, per quanto clamoroso, non è ancora sufficiente: “Abbiamo bisogno di andare al Governo, non ce la facciamo più con il 25%”, ha affermato Grillo, che accusa: “Non ci fanno fare niente e in Parlamento ci hanno precluso anche le commissioni''.
''Dobbiamo farci un esame di coscienza - ha sottolineato ricolgendosi ai presenti - 9 milioni di persone hanno votato Berlusconi, sono quelli che non rischiano, ma quando in autunno le pensioni e la cassa integrazione finiranno, dovranno decidere se rivotare le stesse persone che hanno causato questo disastro''.
