AL SALONE DEL LIBRO

M5S, Renzi: "Ridicoli, parlano solo di scontrini"

"Prendano i soldi e governino". Critica Bersani: "Ha aiutato Berlusconi a risalire". Su Letta: "Spero faccia bene, anche se non è il governo che volevamo. Non mi candido a segretario Pd"

19 Mag 2013 - 19:36
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 © LaPresse

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Matteo Renzi torna ad accendere le polemiche all'interno del Partito democratico. "Bersani ha aiutato Berlusconi", ha detto il sindaco di Firenze parlando della campagna elettorale. Al Salone del Libro di Torino, Renzi ha spiegato che non riutilizzerebbe "la parola rottamazione" per non dare l'idea "della distruzione". Poi, sui grillini, ha commentato: "Ridicoli, discutono solo di scontrini e diarie. Prendete quei soldi e governate".

"E' ridicolo - ha detto il sindaco di Firenze, a Torino per presentare il suo libro "Oltre la rottamazione" - che chi ha votato M5S pensando potesse cambiare le cose, si trovi 150 parlamentari a discutere di scontrini e diarie. Grillo non è così bravo con internet, ma è uno straordinario animale televisivo, che ha costretto la tv ad inseguirlo".

"M5S si spaccherà" - Ma soprattutto, Renzi ha detto: "Credo che il gruppo del Movimento 5 Stelle si spaccherà", criticando duramente il movimento: "Ha posizioni ideologiche quando si trattadi andare dietro alla linea del leader, ma poi si spacca quandosi parla di soldi e diaria".

Crimi: "Non siamo mica il Pd" - E a queste accuse il capogruppo M5S al Senato Vito Crimi, intervistato da Repubblica Tv, ha replicato: "Spaccature? Non siamo il Pd. Solitamentenon ascolto quello che dice Renzi. Adifferenza di chi parla e basta noi facciamo politica con glistrumenti che servono, cioè le proposte di legge".

Maroni: "Rottamata la politica dei fighetti" - E sulla retromarcia a proposito di rottamazione è arrivato il commento di Roberto Maroni, che ha scritto su Twitter: "Renzi ci ripensa: patetico, ora che è stato rottamato lui e la sua politica da fighetti".

"Errore gravissimo riportare Berlusconi in politica" - "Aver fatto risalire Berlusconi è un errore gravissimo, che ha fatto una sinistra troppo sicura di sé e troppo sorda alle richieste della base", ha spiegato Renzi. "Noi l'abbiamo riportato in politica facendo un errore clamoroso". "Spero che Letta faccia bene. C'è gente che mi dice di sperare che Letta vada male, ma è stupido, perché il governo è per il bene del Paese. Se poi non farà le cose, gli diremo di farle".

"Non mi candido alla segreteria del Pd" - Matteo Renzi sarà tra i candidati alla segreteria del Pd? "No". Così risponde il sindaco di Firenze al direttore de La Stampa, Mario Calabresi, che lo ha intervistato al Salone del Libro di Torino.

"Governo Letta nato da una sconfitta" - Tornando sul governo Letta a "In mezz'ora", Renzi sottolinea che "è l'espressione di una sconfitta del centrosinistra. Il primo a riconoscerlo è stato Letta, non è il governo che volevamo".

Veltroni lancia Renzi: è lui il migliore candidato premier - A chi gli domandava se sosterrebbe la candidatura di Renzi a premier, Walter Veltroni ha detto: "Oggi è sicuramente Renzi la persona con maggiori caratteristiche per la premiership. Ma un partito non vive solo di nomi". E sottolinea: "Il sindaco dice molte cose che noi abbiamo detto al Lingotto nel 2007".

La risposta: "Io il migliore? Pensa gli altri..." - E la replica del diretto interessato non si è fatta attendere. "Se io sono il migliore, figuriamoci gli altri...", ha detto commentando l'endorsement di Veltroni nei suoi confronti. "Non siamo - dice facendosi più serio - in campagna elettorale. Vediamo cosa farà il governo, quella del candidato premier è una questione che si pone dopo".

"Ci rimetteremo in gioco" - E ancora: "Arriverà un momento in cui ci rimetteremo in gioco. Fino a quel momento non sono preoccupato di cosa faccio da grande. Il mio problema non è la poltrona, mi interessa l'Italia".

Il sindaco è tornato poi a parlare di voto, dicendo: "C'è una sola legge elettorale che funziona, è quella dei sindaci ed è un modello che porta al semipresidenzialismo sul quale io sono d'accordo". E ha poi criticato la troppa "timidezza" del Pd in campagna elettorale, grazie alla quale "abbiamo fatto un regalo a Berlusconi consentendogli di tornare in partita. Ora si tratta di ripartire".

I retroscena della nascita del governo: "Parlai con Berlusconi" - Nel suo libro, il sindaco di Firenze racconta i retroscena delle ore in cui nacque il governo, quando "c'era in ballo una terna di nomi: Amato, Letta e io". "Quel giorno - ricorda il sindaco durante la presentazione - chiamo Letta e insieme mangiamo un panino nell'ufficio di un senatore amico in Via Veneto, senza che nessuno ne sapesse niente. Abbiamo parlato un'oretta e ci siamo detti che chi avesse ricevuto l'incarico avrebbe avuto il sostegno dell'altro".

Nel pomeriggio, riprende, "decisi di chiamare Alfano, con cui ho avuto un buon rapporto quando era ministro della Giustizia, e lui mi dice 'Noi su di te non ci siamo'. Poi mi passa Berlusconi, che mi spiega che il loro candidato è Amato e fa 'Non è che abbiamo messo un veto su di te. E' che non ti vogliamo'", e qui imita la voce del leader Pdl. "Erano tre anni che me la menavano sulla cena ad Arcore: quella frase di Berlusconi mi ha messo in pace con il mondo", sorride Renzi.

Un accenno anche a una telefonata con Franco Marini, quando si parlava dell'elezione dell'ex presidente del Senato al Quirinale: "Mi ha chiesto di sostenerlo in quanto cattolico. Ma io che sono cattolico non lo accetto: non si fa politica chiedendo posti in base all'appartenenza religiosa". Infine, Renzi racconta dell'sms ricevuto da Letta il giorno dell'incarico a Palazzo Chigi: "E' irriferibile, scritto tutto in pisano. Letta è una persona molto capace - scherza - ma è complesso accettare l'idea che un pisano guidi il Paese".