il dopo berlusconi

Nel Pdl scocca l'ora delle primarie

La scelta di Berlusconi di farsi da parte apre la stagione delle primarie anche nel Popolo della Libertà. I primi candidati si fanno avanti: dalla Santanchè a Galan, passando per Stefania Craxi alla Meloni e a Formigoni

25 Ott 2012 - 16:37
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 © LaPresse

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Il dopo Berlusconi è iniziato e nel Pdl scatta l'ora delle primarie previste per dicembre. Diversi esponenti del partito hanno avanzato la loro candidatura. "Mi presento per rappresentare l'area liberale", così l'ex governatore del Veneto Giancarlo Galan. "Se primarie vere, pronta a candidarmi", annuncia Stefania Craxi. "Usciamo dall'immobilismo. C'è bisogno di linee politiche diverse da offrire alla gente", dichiara Daniela Santanchè.

Il tavolo delle regole per le primarie si riunirà martedì con all'ordine del giorno il regolamento per lo svolgimento della consultazione popolare.

Santanchè: "Bene le primarie"
"Le primarie mi sembrano la scelta migliore. Io ho combattuto per le primarie e adesso sono assolutamente candidata. Avanti e vinca il migliore. Io non credo a un Berlusconi stanco, ma esausto per quello che stava succedendo a quanto da lui creato. Esausto sotto questo punto di vista", afferma a Tgcom24 Daniela Santanchè.

Sull'agenda Monti aggiunge: "Mi differenzierò proprio in questo; basta con Monti. Le famiglie e le imprese non vogliono farsi strozzare da un Europa mai nata e da un governo che pone solo tasse. Io sono contro tutto questo. Sono contro i soldi nella politica, sono contro ad andare col cappello in mano da Casini. Non sono d’accordo con la convinzione che in Italia ci siano tanti moderati. In giro vedo degli incazzati e non dei moderati", spiega la Santanchè.

Meloni: "Ci apriremo agli elettori"
"La sfida lanciata ci entusiasma e l'occasione delle primarie che da tempo ho sostenuto è l'occasione per aprirsi verso gli elettori. Si rimette così in modo un entusiasmo che non può che rappresentare un momento di forza e di confronto più affascinante di quello del Pd", commenta a Tgcom24 Giorgia Meloni. Sul futuro degli equilibri interni al partito aggiunge: "Silvio Berlusconi rimane il leader, non è che scomparirà dalla scena politica. L'occasione delle primarie permetterà il confronto chiaro e sereno tanti punti di vista per cercare delle sintesi. Quello che è fallito nel Pdl sono le corti, quelli calati dall'alto e i personaggi in cerca di autore. Il tempo per fare le primarie c'è, abbiamo una grande organizzazione e tanto entusiasmo". 

Sul ruolo futuro di Berlusconi Meloni così conclude: "Tra l'allenatore e la discesa in campo, io avrei scelto per la prima. Io sono affascinata dalla sfida generazionale e Berlusconi l'aveva capita prima degli altri con l'elezione di Alfano".

Galan: "Rappresento l'area liberale"
Mi candido perché ormai non c'è altra strada possibile che quella della rivoluzione liberale. Mi candido perché c'è bisogno di confronto, di un profondo confronto tematico sulle linee programmatiche. Mi candido perché non mi fido di quella schiera di liberali dell'ultimora, anche nel Pdl". Così Galan spiega le ragioni della sua candidatura.

Formigoni ci sta pensando
"Adesso devo terminare un lavoro in Regione, poi ci penserò", ha detto Roberto Formigoni a Tgcom24. Tra le candidature alla competizione, che deve essere "apertissima", il governatore della Lombardia reputa "molto positiva" quella del segretario del Pdl, Angelino Alfano.

Stefania Craxi: "Aprirsi all'azione riformatrice"
"La scelta di Berlusconi pone un serio problema politico a quanti hanno a cuore le sorti dell'Italia. Da qui occorre ripartire per dar vita ad un ampio schieramento che non può limitarsi esclusivamente alla presenza delle componenti moderate, ma deve di necessità aprirsi ad un'ampia area riformista al momento priva di rappresentanza politica. Un'area indispensabile al cui servizio mi pongo", così Stefania Craxi.

Crosetto: "Rinnovarsi è sempre difficile"
"Berlusconi aveva detto tempo fa che sarebbe stato disposto a un passo indietro per innescare un meccanismo di riunione del centrodestra perché il suo obiettivo resta quello di impedire la vittoria del centrosinistra” E' quanto spiega a Tgcom24 da Guido Crosetto in merito alle primarie del Pdl. Sulla necessità di rinnovamento della politica italiana aggiunge: "Il rinnovamento è sempre difficile. Anche in natura non ho mai visto un albero spostarsi per farne crescere un altro. Non basta essere giovani, ci vogliono i contenuti. Il luogo c’è e sono le primarie, adesso non bisogna sprecare l'occasione. Se il centrodestra si riaggrega e fa una proposta seria, così come potrebbe farla il centrosinistra, si potrebbe arginare la deriva populistica". Sull'ipotesi di rinnovamento ed alleanze,

Crosetto sottolinea: "Se vogliamo il rinnovamento, personaggi come Casini e Fini devono fare un passo indietro". Infine il suo parere sul governo Monti: "Io sono l’unico del Pdl che non ha votato la fiducia a Monti. Mi inchino all'uomo Monti, ma non mi piace la linea economica che reputo distruttiva. Io gli stringo la mano, ma non gli voto la fiducia".

Alessandro Cattaneo: "Parteciperemo al dibattito senza timori reverenziali"
"La battaglia per le primarie è arrivata all’approdo per cui abbiamo lottato. Già vediamo i risultati: stiamo dibattendo e costruendo il centrodestra del futuro, ripartendo non più dalle ammuffite segreterie dei partiti, ma dal nostro popolo", così a Tgcom24 Alessandro Cattaneo.

Sul ruolo dei formattatori aggiunge: "Noi ci saremo, saremo all'interno del dibattito e non avremo timori reverenziali. Le primarie sono una cosa seria. Il Pd? Forse da loro durano da troppo tempo e si rischia di arrivare spompati al traguardo".

Infine una nota su Monti: "Monti ha avuto i merito di avviare una stagione di riforme quando nessuno ci è riuscito. Adesso questa stagione deve passare al vaglio degli elettori. La politica deve ambire a tornare al suo posto. Le primarie sono il primo mattone per tornare ad essere credibili. Se la politica farà questo non ci sarà bisogno di un Monti bis".

Mussolini: "Alle primarie ci penso"
Alle primarie Alessandra Mussolini ci sta "pensando seriamente". L'idea di poter essere della partita nella corsa alla segreteria del Pdl le piace. "Francamente ci sto pensando, eccome se ci penso: l'idea mi affascina molto perché mi piace la partecipazione, sempre intesa a essere funzionale al partito, una cosa che possa essere favorevole al Pdl, per stimolare delle aree che sono da stimolare".