"RIFORMA NECESSARIA"

Napolitano:"Legge elettorale non più rinviabile"L'invito a Fini e Schifani:"Sollecitino la riforma"

In una lettera indirizzata ai presidenti delle Camere il Capo dello Stato spera in un'accelerazione. In Parlamento una o più proposte di legge. "La decisione - afferma - anche a maggioranza"

09 Lug 2012 - 19:32
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In una lettera scritta ai presidenti delle Camere, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si augura tempi rapida per una riforma elettorale. "Mi auguro che l'autorevole opinione dei presidenti delle Camere, nel loro continuo rapporto con i presidenti dei gruppi parlamentari - dice Napolitano -, possa concorrere a sollecitare la oramai opportuna e non rinviabile presentazione in Parlamento di una o più proposte di legge".

Al presidente del Senato, Renato Schifani, e a quello della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, il Capo dello Stato scrive: "Stanno purtroppo trascorrendo le settimane senza che si concretizzi la presentazione alle Camere - da parte dei partiti che hanno da tempo annunciato di voler raggiungere in proposito un'intesa tra loro - di un progetto di legge sostitutivo di quella vigente per l'elezione della Camera dei Deputati e del Senato".

"Debbo ricordare - si legge - che su questa materia (e più in generale su quella di possibili modifiche istituzionali) consultai nel gennaio scorso i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, ricevendone indicazioni largamente convergenti anche se non del tutto coincidenti a favore di una nuova legge elettorale". Serve almeno una proposta da discutere in Parlamento lamenta Napolitano, "anche rimettendo a quella che sarà la volontà maggioritaria delle Camere la decisione sui punti che non risultassero oggetto di più larga intesa preventiva e rimanessero quindi aperti ad un confronto conclusivo".

"Confronto - aggiunge - che è bene non resti ulteriormente chiuso nell'ambito di consultazioni riservate tra partiti".Nei mesi scorsi sembrava che i partiti che appoggiano Monti avessero trovato una convergeneza su una riforma elettorale su base proporziale con sbarramento. Dopo le amministrative di maggio, la spaccatura: il Pd è tornato a premere per il doppio turno, l'Udc per il voto di preferenza, il Pdl invece ha ricostruito un rapporto con la Lega per inserire da subito il Senato federale in cambio di un appoggio per una riforma costituzionale presentata come il "semipresidenzialismo alla francese". Su questa divaricazione di proposte si è così bloccata la presentazione di un disegno di legge riformatore comune. Nelle ultime settimane erano emersi timidi segnali di riavvicinamento.

Schifani: "Il Senato adempirà ai suoi impegni"
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