La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato il primo pezzo della riforma istituzionale che prevede la riduzione dei deputati da 630 a 500 (più gli 8 eletti all'estero) e dei senatori elettivi da 315 a 250 (più i 4 eletti all'estero). I due articoli votati andrebbero a modificare rispettivamente gli articoli 56 e 57 della Costituzione.
La commissione ha approvato i primi due articoli del testo messo a punto dalla maggioranza. E a maggioranza sono stari respinti gli emendamenti che erano stati presentati dalla Lega e dall' Idv.
Oggi si eleggono 618 deputati in Italia e 12 all'estero, con la riforma, se passa, si eleggeranno 500 onorevoli in Italia e 8 all'estero. Al Senato, oggi si eleggono 309 senatori in Italia e 6 al'estero, con la riforma ce ne saranno 250 eletti in Italia e 4 all'estero.
"Per ora l'accordo Abc tiene - sottolinea Enzo Bianco, capogruppo Pd in prima commissione, a margine dei lavori -. Se regge questo atteggiamento si passa finalmente da enunciazioni di principio a un serio impegno per cambiare la Costituzione. Con questo accordo, in Europa ci collochiamo al secondo posto nel rapporto tra eletti e cittadini, solo dopo la Germania".
Calderoli: una presa in giro
Ma le critiche a questo testo non hanno tardato ad arrivare. Il primo a scagliarsi contro la proposta è stato il coordinatore delle Segreterie nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli, impegnato nella votazione al Senato. "Come volevasi dimostrare - ha detto - la mia proposta, contenuta in un emendamento al testo base della riforma costituzionale all'esame della commissione Affari costituzionali del Senato, che avrebbe ridotto a soli 200 il numero dei deputati è stata bocciata, mentre è stata mantenuta la formula del testo base del relatore che manterrà in vita ben 508 deputati, ovvero 308 in più di quelli che avremmo tagliato con la mia proposta".
E ancora: "Il re è nudo! Ancora una volta si finge di cambiare tutto per poi non cambiare niente, questa riforma rappresenta una vera e propria presa in giro nei confronti dei cittadini".
Soldi ai partiti, sì alle donazioni
Intano, la Camera ha approvato l'articolo 2 e l'articolo 3 del testo di riforma del finanziamento dei partiti e dei controlli sui bilanci. Con l'articolo 2 si stabilisce un contributo annuo per finanziare l'attività politica pari a 0,50 euro per ogni euro ricevuto in quote associative o donazioni, con un massimo di 10mila euro annui per ogni persona fisica o ente erogante. Hanno votato a favore Pd, Pdl e Terzo Polo.
