Il primo turno delle elezioni amministrative 2012 ha sancito l'affermazione del Movimento 5 Stelle, che ha ottenuto ottimi risultati raggiungendo in più comuni percentuali di preferenza a due cifre, storico risultato per un Movimento che da sempre è lontano dalle logiche dei tradizionali partiti. Tra pochi giorni, il 20 e 21 maggio, si andrà al ballottaggio in 118 comuni italiani e la tensione elettorale sta salendo. In 82 comuni è avanti il centrosinistra mentre il Pdl va al ballottaggio in soli 8 paesi, i grillini invece si scontreranno a Garbagnate milanese, Budrio, Comacchio, Mira ma soprattutto a Parma, dopo aver già vinto al primo turno a Sarego.
E visto l'exploit dei grillini è forte il sospetto che il M5S possa influenzare l'andamento della seconda tornata elettorale. Formalmente non sono state costituite allenanze, anche se negli ambienti politici serpeggia la tentazione di corteggiare l'elettorato del Movimento 5 Stelle per non perdere potere politico in alcuni comuni. A Genova, Monza e Parma il Centrodestra sembrerebbe intenzionato a sostenere i grillini pur di non far vincere il Centrosinistra e molti dei candidati avversari battuti al primo turno avrebbero lasciato intendere di preferire la vittoria del Movimento a quella del Pd.
I risultati raggiunti dal Pdl al primo turno sono stati sconfortanti e quest'anno il partito non potrà nemmeno contare sull'alleanza con la Lega e quindi si giocherà le amministrative in ottica nazionale. Infatti, in extremis, Silvio Berlusconi presenzierà ad un incontro con il premier Mario Monti e probabilemente ribadirà la strategia politica del Pdl: meno tasse e più crescita. "Non sarei andato all'incontro con Monti due giorni prima dei ballottaggi" ha commentato Ignazio La Russa, ma Angelino Alfano ribadisce che "non c'è alcuna intenzione di entrare nel governo dopo i ballottaggi".
Ma non sono solo i grillini a preoccupare i partiti per questa seconda tornata elettorale. E' soprattutto l'astensionismo dei cittadini che torna a far paura. La scelta di votare il Movimento 5 Stelle unita alla bassa affluenza alle urne significa solo una cosa: disaffezione e sfiducia nella politica.
Il segretario del Partito Democratico Bersani è ben conscio del pericolo Grillo e ritiene che il voto del 6 e 7 maggio sia stato un "voto gonfiato dalla protesta, ma non solo: c'è una domanda di trasparenza, di sobrietà della politica tardizionale". E Bersani ha lanciato anche un appello "Il vero nemico da combattere domenica sarà l'astensione. Spero che il ballottaggio dia un segnale di partecipazione, di acqua fresca per la politica".
