
foto LaPresse
Continua così l'operazione trasparenza avviata da questo governo, e inaugurata con la pubblicazione dei redditi dei ministri. A consegnare alla Camera l'elenco dei manager più pagati della Pubblica amministrazione è stato il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi.
Ma Brunetta accusa: quell'elenco è incompleto e lacunoso
Ma dall'ex ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta arrivano accuse pesanti all'operazione del governo sulla raccolta di questi dati. "E' una presa in giro, un elenco vuoto, incompleto..." dice, commentando la lista fornita alla commissione Affari Costituzionali della Camera. "Ci sono molte lacune - aggiunge -. Io invece vorrei che si parlasse di quelli di prima e seconda fascia, dei cumuli delle retribuzioni. Vorrei invece che si fornissero dei dati omnicomprensivi. E così non è...".
Manganelli più pagato del capo dell'Fbi
Manganelli è anche lo "sbirro" più pagato al mondo. Con i suoi 621.253,75 euro annui conquista la palma di indiscusso Paperone supera di gran lunga persino lo stipendio base del capo dell'Fbi, pari a 155.000 dollari (112.221 euro circa). A questi vanno aggiunte delle compensazioni sulla base del pericolo dell'incarico o del livello di responsabilità che varia tra il 12,5 e il 28% dello stipendio iniziale. Mentre il capo della polizia francese percepisce esattamente lo stesso stipendio degli altri prefetti, intorno ai 6.000-7.000 euro al mese. Il responsabile di Scotland Yard ha circa 253.000 sterline (poco meno di 300mila euro). In Germania, gli spettano 9.668,56 euro mensili. Il meno pagato è lo spagnolo Ignacio Cosidò Gutierrez con 71mila euro all'anno.
La top ten dei dirigenti pubblici
In quarta posizione, dopo Manganelli, Canzio e Ionta compare il capo di Gabinetto del ministero dell'Economia Vincenzo Fortunato, che dichiara un reddito di 536.906 euro. La quinta retribuzione più alta è quella del Capo di Stato maggiore della difesa, generale Biagio Ambrate Abrate, con i suoi 482.019 euro, che precede il direttore dei Monopoli di Stato Raffaele Ferrara, con i suoi 481.214,86 euro, il Capo di Stato maggiore dell'Esercito, generale Giuseppe Valotto, con 481.021 euro, e il Capo di Stato maggiore della Marina, Bruno Branciforte, con 481.006,65 euro.
Ex aequo al nono posto ci sono Corrado Calabrò, presidente dell'AgCom, e Giovanni Pitruzzella, numero uno dell'Antitrust, con 475.643 euro. Chiude la top ten, a pochi centesimi di distanza, il presidente dell'Autorità dell'Energia, Pier Paolo Bortoni, che ha ricevuto 475.643 euro.
Fuori dalla top ten il numero uno dell'Arma
Undicesimo è il Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, il generale Leonardo Gallitelli, con 462.642 euro. Dodicesimo Giuseppe Bernardis, Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, con 460.052 euro e tredicesimo il segretario generale della Difesa, Claudio de Bertolis con 471.072 euro. Seguono Giampiero Massolo, Segretario generale del ministero degli Affari esteri (412.560 euro) e i componenti dell'autorità dell'Energia (Valeria Termini, Luigi Carbone, Rocco Colicchio e Alberto Biancardi) con una retribuzione di 396.379 euro.
A soli dieci euro di distanza ci sono i membri dell'Antitrust e dell'AgCom con 396.369,44 euro, seguiti dal direttore generale della Consob, Antonio Rosati, con 395mila euro ("più la gratifica annuale").
Gabrielli a 364mila euro, poi Befera, Giovannini e Mastrapasqua
A distanza, nella lista compare anche il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, che guadagna 364.196 euro l'anno. Il direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, ha uno stipendio pari a 304mila euro, il presidente dell'Istat Enrico Giovannini arriva a 300mila euro e il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua a 216.711,67 euro.
Niente benefit nei redditi resi pubblici
I redditi indicati nell'elenco sono però "nudi". Mancano cioè "i benefit perché noi abbiamo chiesto la retribuzione da contratto", come precisa lo stesso Patroni Griffi spiegando che "le retribuzioni indicate non tengono conto del cumulo di altri incarichi". "Le aggiunte, i cumuli dei vari compensi - spiega - allo stato attuale non li abbiamo ancora e cercheremo di averle. Però nello schema del decreto c'è un articolo che prevede una dichiarazione annuale del dipendente all'amministrazione di appartenenza degli incarichi e delle relative retribuzioni presso altre amministrazioni".
Palazzo Chigi, rispettato tetto Cassazione
La presidenza del Consiglio segnala inoltre che "tra il personale dei ruoli con incarico di struttura" di palazzo Chigi "nessun dipendente supera il tetto del primo presidente della Corte di Cassazione". Dunque, il taglio previsto dal decreto all'esame del Parlamento, per portare gli stipendi al di sotto di 294mila euro, si applicherà eventualmente soltanto al capo della Protezione civile, che supera tale soglia.
Il governo e l'operazione trasparenza
E con l'elenco degli stipendi degli alti dirigenti pubblici continua dunque l'operazione trasparenza avviata da questo governo con la comunicazione dei redditi dei ministri. Un'operazione che, sottolinea il ministro della Giustizia Paola Severino, serve anche "a rendere evidente che guadagnare non è un peccato". Il ministro con il reddito più alto della squadra di Monti (la Severino ha dichiarato oltre 7 milioni) sottolineato infatti come il guadagno sia positivo "soprattutto se avviene in maniera lecita, e tanto più se vengono regolarmente pagate le tasse".
"Credo che sia un messaggio importante per gli italiani: se tutti paghiamo le tasse, il sistema economico del Paese può decollare. Il peccato non è di chi guadagna, ma di chi lo fa senza pagare le tasse", ha aggiunto.
E ancora: "Il dato che mi riguarda (7 milioni di imponibile, 4 di tasse) in assoluto può colpire - ha ammesso il Guardasigilli - anche se si tratta di un dato che si è realizzato negli anni con una crescita professionale graduale. Immagino che i sentimenti di chi constata questo fatto possano essere di due tipi, quelli negativi di invidia sociale che c'è sempre e che io spero che questa trasparenza riesca a combattere, e quelli positivi che dovrebbero contrastare l'invidia sociale e cioè il fatto di rendere evidente che guadagnare non è un peccato. Soprattutto e ovviamente se il guadagno avviene in maniera lecita, attraverso il proprio impegno personale e il riconoscimento del merito. E tanto più se su quel guadagno vengono regolarmente pagate le tasse".
Ma Brunetta accusa: quell'elenco è incompleto e lacunoso
Ma dall'ex ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta arrivano accuse pesanti all'operazione del governo sulla raccolta di questi dati. "E' una presa in giro, un elenco vuoto, incompleto..." dice, commentando la lista fornita alla commissione Affari Costituzionali della Camera. "Ci sono molte lacune - aggiunge -. Io invece vorrei che si parlasse di quelli di prima e seconda fascia, dei cumuli delle retribuzioni. Vorrei invece che si fornissero dei dati omnicomprensivi. E così non è...".
Manganelli più pagato del capo dell'Fbi
Manganelli è anche lo "sbirro" più pagato al mondo. Con i suoi 621.253,75 euro annui conquista la palma di indiscusso Paperone supera di gran lunga persino lo stipendio base del capo dell'Fbi, pari a 155.000 dollari (112.221 euro circa). A questi vanno aggiunte delle compensazioni sulla base del pericolo dell'incarico o del livello di responsabilità che varia tra il 12,5 e il 28% dello stipendio iniziale. Mentre il capo della polizia francese percepisce esattamente lo stesso stipendio degli altri prefetti, intorno ai 6.000-7.000 euro al mese. Il responsabile di Scotland Yard ha circa 253.000 sterline (poco meno di 300mila euro). In Germania, gli spettano 9.668,56 euro mensili. Il meno pagato è lo spagnolo Ignacio Cosidò Gutierrez con 71mila euro all'anno.
La top ten dei dirigenti pubblici
In quarta posizione, dopo Manganelli, Canzio e Ionta compare il capo di Gabinetto del ministero dell'Economia Vincenzo Fortunato, che dichiara un reddito di 536.906 euro. La quinta retribuzione più alta è quella del Capo di Stato maggiore della difesa, generale Biagio Ambrate Abrate, con i suoi 482.019 euro, che precede il direttore dei Monopoli di Stato Raffaele Ferrara, con i suoi 481.214,86 euro, il Capo di Stato maggiore dell'Esercito, generale Giuseppe Valotto, con 481.021 euro, e il Capo di Stato maggiore della Marina, Bruno Branciforte, con 481.006,65 euro.
Ex aequo al nono posto ci sono Corrado Calabrò, presidente dell'AgCom, e Giovanni Pitruzzella, numero uno dell'Antitrust, con 475.643 euro. Chiude la top ten, a pochi centesimi di distanza, il presidente dell'Autorità dell'Energia, Pier Paolo Bortoni, che ha ricevuto 475.643 euro.
Fuori dalla top ten il numero uno dell'Arma
Undicesimo è il Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, il generale Leonardo Gallitelli, con 462.642 euro. Dodicesimo Giuseppe Bernardis, Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, con 460.052 euro e tredicesimo il segretario generale della Difesa, Claudio de Bertolis con 471.072 euro. Seguono Giampiero Massolo, Segretario generale del ministero degli Affari esteri (412.560 euro) e i componenti dell'autorità dell'Energia (Valeria Termini, Luigi Carbone, Rocco Colicchio e Alberto Biancardi) con una retribuzione di 396.379 euro.
A soli dieci euro di distanza ci sono i membri dell'Antitrust e dell'AgCom con 396.369,44 euro, seguiti dal direttore generale della Consob, Antonio Rosati, con 395mila euro ("più la gratifica annuale").
Gabrielli a 364mila euro, poi Befera, Giovannini e Mastrapasqua
A distanza, nella lista compare anche il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, che guadagna 364.196 euro l'anno. Il direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, ha uno stipendio pari a 304mila euro, il presidente dell'Istat Enrico Giovannini arriva a 300mila euro e il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua a 216.711,67 euro.
Niente benefit nei redditi resi pubblici
I redditi indicati nell'elenco sono però "nudi". Mancano cioè "i benefit perché noi abbiamo chiesto la retribuzione da contratto", come precisa lo stesso Patroni Griffi spiegando che "le retribuzioni indicate non tengono conto del cumulo di altri incarichi". "Le aggiunte, i cumuli dei vari compensi - spiega - allo stato attuale non li abbiamo ancora e cercheremo di averle. Però nello schema del decreto c'è un articolo che prevede una dichiarazione annuale del dipendente all'amministrazione di appartenenza degli incarichi e delle relative retribuzioni presso altre amministrazioni".
Palazzo Chigi, rispettato tetto Cassazione
La presidenza del Consiglio segnala inoltre che "tra il personale dei ruoli con incarico di struttura" di palazzo Chigi "nessun dipendente supera il tetto del primo presidente della Corte di Cassazione". Dunque, il taglio previsto dal decreto all'esame del Parlamento, per portare gli stipendi al di sotto di 294mila euro, si applicherà eventualmente soltanto al capo della Protezione civile, che supera tale soglia.
Il governo e l'operazione trasparenza
E con l'elenco degli stipendi degli alti dirigenti pubblici continua dunque l'operazione trasparenza avviata da questo governo con la comunicazione dei redditi dei ministri. Un'operazione che, sottolinea il ministro della Giustizia Paola Severino, serve anche "a rendere evidente che guadagnare non è un peccato". Il ministro con il reddito più alto della squadra di Monti (la Severino ha dichiarato oltre 7 milioni) sottolineato infatti come il guadagno sia positivo "soprattutto se avviene in maniera lecita, e tanto più se vengono regolarmente pagate le tasse".
"Credo che sia un messaggio importante per gli italiani: se tutti paghiamo le tasse, il sistema economico del Paese può decollare. Il peccato non è di chi guadagna, ma di chi lo fa senza pagare le tasse", ha aggiunto.
E ancora: "Il dato che mi riguarda (7 milioni di imponibile, 4 di tasse) in assoluto può colpire - ha ammesso il Guardasigilli - anche se si tratta di un dato che si è realizzato negli anni con una crescita professionale graduale. Immagino che i sentimenti di chi constata questo fatto possano essere di due tipi, quelli negativi di invidia sociale che c'è sempre e che io spero che questa trasparenza riesca a combattere, e quelli positivi che dovrebbero contrastare l'invidia sociale e cioè il fatto di rendere evidente che guadagnare non è un peccato. Soprattutto e ovviamente se il guadagno avviene in maniera lecita, attraverso il proprio impegno personale e il riconoscimento del merito. E tanto più se su quel guadagno vengono regolarmente pagate le tasse".









maximo46 - 27/02/12
Allora possiamo dire di essere campioni europei quasi in tutto:
Costo della Presidenza della Repubblica più alto, stipendi dei parlamentari e dei Dirigenti Pubblici più alte perchè i Servizi Italiani sono all'avanguardia. Peccato che abbiamo gli stipendi dei lavoratori medi più bassi d'Europa. quando qualcuno si è accorto che l'età delle pensioni delle donne erano più basse, allora subito portate a livello dell'Europa. Per le altre cose no,tanto gli italiani pagano....
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italia-libera - 25/02/12
BAASTA!!esser indignato è poco!Bisogna mettere un tetto max adeguato in tutta europa,anche se fosse 10mila mese--è già un superstipendio molto oneroso per i loro compiti,,vedrete come in breve tempo con tutti i supermanager come riusciamo ad eliminare il nostro debito pubblico//ora sappiamo dove vanno i ns soldi!!BASTA!Pagati SI ma INGORDI NOOOO!Che il governo attui al più presto un tetto x questi "vergognosi ladri di stipendi" pubblici.I NOSTRI!La rimanenza x aziende e ns turismo ITALIA LIBERA
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nicooo - 24/02/12
Non sono riuscito a capire se gli stipendi dei super-manager della nostra pubblica amministrazione siano netti o lordi. Da un confronto con quelli di omologhi dirigenti di altre Nazioni risulta, però, che all'estero chi riveste lo stesso incarico del Sig. Antonio Manganelli percepisce uno stipendio pari al 12% al 16% al 20% al 23% al 48% dello stipendio percepito (rubato?) dal nostro esimio Manganelli. Se questo non è rubare, cos'è "il rubare" per i nostri avidi e spregiudicati amministratori???
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Viscar - 24/02/12
Sono veramente indignato da questa gente che incamera quantità eccessive di denaro pubblico e non rischia assolutamente niente! A proposito di indignazione, ma i famosi indignati che hanno distrutto Roma o altre città, dove sono finiti?
Che vergogna!!!!!!
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bleumoon - 24/02/12
ALLE VOTAZIONI votate o estrema destra o estrema sinistra MAI PD O PDL
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paolo_0309 - 24/02/12
hectooorr, almeno un migliaio di voti te li garantisco io!
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hector - 24/02/12
chiudere il senato,ridurre i parlamentari a 150(numero più che sufficiente),eliminare i vitalizi,dimezzare i loro stipendi,chiudere gradualmente le province,adeguare gli stipendi dei nostri "presunti"(molto presunti)supermanager statali alle medie europee,ridimensionare i rimborsi elettorali..chi avrà il coraggio di presentarsi con questo programma,vincerà con percentuali bulgare...astenersi perditempo,grillo,di pietro,vendola ecc...vado io??
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salide - 24/02/12
..........è una vergogna.
Ma è tutto una vergogna...
E poi ci vengono a chiedere i sacrifici? ma chi li paga questi (funzionari, dirigenti, politici) chi permette questo scempio?
Dovrebbero provare a fare qualche mese nel privato!!!!!! Sotto Padrone col fiato sul collo.
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