La Corte costituzionale ha respinto il ricorso per conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera nei confronti della procura di Milano sul cosiddetto "Caso Ruby". Di fatto va avanti il processo a Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile. Entro un mese le motivazioni della sentenza. Cicchitto parla di "decisione contro il Parlamento". Per Rosy Bindi è "una scelta indiscutibile"
La Camera dei deputati - con un intervento ad adiuvandum del Senato - sosteneva nel suo ricorso che non spettava ai magistrati milanesi chiedere e disporre il giudizio immediato per l'ex premier, poiché il reato di concussione al centro del processo sarebbe stato, secondo il Parlamento, di competenza del tribunale dei ministri. Una tesi, questa, che evidentemente non è stata condivisa dai giudici costituzionali. Le motivazioni della sentenza, come prevede il regolamento, saranno depositate entro un mese.
Bondi: giustizia dimezzata
"La sentenza della Consulta conferma che il rapporto fra potere legislativo e ordine giudiziario costituisce in Italia un problema che, se non affrontato alla radice, svuota di fatto la democrazia di ogni reale potere derivante dalla volonta' popolare". Lo dichiara il coordinatore Pdl Sandro Bondi che aggiunge: "Ci troviamo in una democrazia dimezzata, una democrazia che di fatto dipende da un potere costituzionale sovraordinato rispetto alla democrazia liberale classica"
Pd: nipote di Mubarak per la Camera?
Il Partito Democratico prende posizione contro il precedente governo: "La bocciatura del ricorso della Camera conferma quanto abbiamo sostenuto - si legge in una nota di Marilena Samperi - e cioè che Berlusconi ha usato il Parlamento e piegato le istituzioni per i propri interessi privati trattandoli come appendici del suo collegio difensivo.
