
foto LaPresse
Il prossimo passo dell'indagine, come spiega il "Corriere della Sera", riguarderà ulteriori verifiche sulla Paradiso immobiliare, controllata al cento per cento dalla Ttt di Lusi. Era a questa società infatti che faceva capo la proprietà delle due ville dell'ex tesoriere. Il sospetto è che dietro la scelta di acquisirne le quote ci sia un pagamento in nero, ma anche, forse, il possesso di altri immobili.
E così, questo nuovo capitolo della intricata e brutta vicenda, oltre a fornire altri elementi che confermano la gestione poco corretta di Lusi sulle finanze della Margherita, getta anche diverse ombre sui buchi nei controlli su come venivano amministrati i fondi del partito.
Come era possibile che così tanti soldi venissero usati a fini personali senza che nessuno se ne accorgesse? Come poteva Lusi avere tale libertà d'azione in società completamente staccate dal partito e dalle sue attività? Come poteva arricchirsi in tal modo senza destare nessun sospetto tra amici e colleghi? Il caso insomma si fa sempre più intricato.
Ma il diretto interessato sta affrontando la tempesta che gli si addensa intorno con un atteggiamento di assoluta calma. Si mostra disponibile con i pm, ai quali promette la massima collaborazione e ai quali chiede di patteggiare assicurando di voler restituire subito cinque milioni, ma poi nulla dice di questo altro immobile. Massima collaborazione? Il sospetto è che ci sia un buco nero ancora tutto da scoprire, oltre alle ville e case finora scoperte. Ma senza nessuna collaborazione del diretto interessato.
E così, questo nuovo capitolo della intricata e brutta vicenda, oltre a fornire altri elementi che confermano la gestione poco corretta di Lusi sulle finanze della Margherita, getta anche diverse ombre sui buchi nei controlli su come venivano amministrati i fondi del partito.
Come era possibile che così tanti soldi venissero usati a fini personali senza che nessuno se ne accorgesse? Come poteva Lusi avere tale libertà d'azione in società completamente staccate dal partito e dalle sue attività? Come poteva arricchirsi in tal modo senza destare nessun sospetto tra amici e colleghi? Il caso insomma si fa sempre più intricato.
Ma il diretto interessato sta affrontando la tempesta che gli si addensa intorno con un atteggiamento di assoluta calma. Si mostra disponibile con i pm, ai quali promette la massima collaborazione e ai quali chiede di patteggiare assicurando di voler restituire subito cinque milioni, ma poi nulla dice di questo altro immobile. Massima collaborazione? Il sospetto è che ci sia un buco nero ancora tutto da scoprire, oltre alle ville e case finora scoperte. Ma senza nessuna collaborazione del diretto interessato.







