Dopo "no" della Camera

Voto Cosentino, alta tensione nella Lega Maroni e Bossi sempre più lontani

Dopo che il parlamento ha detto "no" alla richiesta di custodia cautelare per il deputato Pdl Nicola Cosentino, il Carroccio torna a dividersi: nuovo corto circuito tra il leader e il "delfino"

13 Gen 2012 - 10:26
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Dopo che il parlamento ha detto "no" alla richiesta di custodia cautelare per il deputato Pdl Nicola Cosentino, accusato dai magistrati di essere il referente nazionale della camorra dei Casalesi, la Lega torna a dividersi, come già successo con il caso Alfonso Papa e la negazione all'arresto provoca un nuovo corto circuito tra il leader Umberto Bossi e Roberto Maroni e con la "base" dell'elettorato padano.

Se all'uscita da Montecitorio, subito dopo il voto su Cosentino, Bossi spiega che "la Lega non è mai stata forcaiola", resta però che il leader del Carroccio non ha votato e nelle indicazioni date ai suoi prima che l'Aula fosse chiamata ad esprimersi ha optato per la "libertà di coscienza".

Un dietrofront, quindi, rispetto alla decisione di "mollare" il deputato Pdl, presa su input di Roberto Maroni a inizio settimana, che provoca un vero e proprio marasma nella Lega. Nella riunione di Gruppo lo scontro tra maroniani e bossiani provoca una quasi sommossa, con urla e grida che risuonano nei corridoi del Palazzo. Ne risulta una mediazione con Bossi che precisa: "La linea è per la libertà di coscienza ma nel dubbio, si voti Sì". Una soluzione che non basta a Maroni che al termine del voto sottolinea di "non condividere" la decisione del Senatur e di aver mantenuto fede alla linea di votare per l'arresto e come lui, assicura, molti deputati leghisti. Poi attacca: "non so" se la base capirà.

La Lega, Berlusconi e il voto anticipato
Su una cosa il Carroccio sembra unito: con Berlusconi non ci sarebbe stato nessun contatto e nessuna influenza.

Ma nei corridoi della Camera pare che circoli una versione diversa: il contatto non solo ci sarebbe stato, ma sarebbe sfociato in un vero e proprio"scambio" che avrebbe riguardato rassicurazioni sul voto anticipato. Argomento sul quale Bossi non demorde, anche perché, si dice, lo rafforzerebbe anche nella sfida per la difesa del "cerchio magico" dei suoi fedelissimi. Secondo il Senatur il governo Monti non avrebbe lunga vita e dunque "si andrà presto al voto" e, soprattutto, "con l'attuale legge elettorale".

"Bossiani" contro "maroniani", cosa spacca la Lega
La tensione tra il fondatore della Lega e l'ex pupillo, insomma, è ormai alle stelle. "Maroni è scontento? Non piangeremo.." commenta gelido Bossi. Mentre i maroniani, persa la battaglia su Cosentino, promettono nei prossimi giorni di tornare alla carica. Ci sono infatti una serie di capitoli rimasti senza risposta: dalla sostituzione del capogruppo a Montecitorio alle regole di voto nelle assemblee congressuali. Senza contare un possibile affondo sul "responsabile" dell'incidente sui fondi investiti in Tanzania.

Il caso Cosentino scontenta la base della Lega
Nella base elettorale il malumore serpeggia e si scatena sulle frequenze di radio Padania e sul web. La difesa di Cosentino scandalizza un bel pezzo del popolo padano che si schiera a fianco di Maroni: "Avete salvato un camorrista..." si indignano alcuni mentre altri ironizzano: "Camorra ladrona, Lega padrona..". Bossi minimizza: "La nostra base - assicura - mica è così amica dei magistrati".

E "La Padania" ignora la rottura
Il quotidiano "La Padania", organo di stampa ufficiale del Carroccio, sembra però insensibile al terremoto "post voto Cosentino". Il caso che sembra accendere la base leghista e spaccare sempre più il partito dall'interno, è inesistente nell'edizione di oggi. Per il quotidiano non sembra esistere infatti nessun "caso".

Tosi: "Due terzi della Lega ha votato sì all'arresto di Cosentino"
"Almeno i due terzi dei deputati della Lega hanno votato in una direzione. Ieri il Parlamento non ha scritto una bella pagina allontanando la politica dai cittadini. Due Leghe? No, Bossi ha scelto per la libertà di voto, però gran parte dei leghisti ha votato per far sì che la giustizia potesse fare il suo corso". E’ questo il commento a Tgcom24 del sindaco di Verona Falvio Tosi (Lega Nord) sul voto di ieri alla Camera. E sui timori di un allontanamento di Maroni spiega: "Maroni è sempre presente in segreteria federale e ha un peso rilevante perché è nella Lega da sempre". In conclusione una nota sul futuro con il Pdl: "Siamo molto distanti: ieri la Lega ha votato in un modo e il Pdl in un altro".

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