15:05 - Non torna indietro stavolta la Lega: resta all'opposizione da sola, cavalca la scelta indipendentista del partito e inaugura nel Vicentino una nuova stagione di dura lotta politica con la creazione del Parlamento padano. Calderoli, presidente dell'assemblea, chiarisce le intenzioni: "Subito un coordinamento stretto tra le regioni del Nord, po la separazione consensuale come per la Cecoslovacchia".
Oltre alla presidenza del Parlamento Padano, affidata a Calderoli, all'inizio della seduta sono stati affidati a Roberto Castelli, Flavio Tosi, Fabrizio Bricolo le cariche di vicepresidenti. Segretari sono Seganti, Ballardini, De Filippo e Pastore.
"Se non ci viene concessa un po' di libertà noi siamo titolati ad andare a prendercela, un po' di libertà" - ha minacciato il neo presidente del Parlamento Padano - "La prossima proposta di modifica della Costituzione - aggiunge - andrà a toccare l'articolo che afferma che l'Italia è una e indivisibile". "Prendiamo atto - prosegue Calderoli - che il governo cancella il ministero delle Riforme, caro Monti, ma significa mettere una pietra sul federalismo".
L'ex ministro per la semplificazione ha affermato: "Non mi sento più di andare a proporre la solita modifica della Costituzione - perché - non credo più a questo parlamento: una cosa di cui non si può non tener conto è che per i due terzi il parlamento è espressione del centro sud del Paese". Quindi, secondo Calderoli, "va seguita la strada che viene utilizzata in Svizzera, dove un certo numero di elettori può proporre direttamente una modifica singola o complessiva decidere della Costituzione e il voto viene messo nella mani del popolo. Il popolo dovrà decidere se essere costituente o no".
Il "Va Pensiero" chiude la seduta
Tutti insieme con la mano sul cuore per cantare il 'Va pensiero' di Giuseppe Verdi. Si chiude così la manifestazione alla Fiera di Vicenza. Bossi a sorpresa riprende la parola e saluta tutti i "fratelli padani". Dalla platea si alza il coro "secessione, secessione".
Bossi: "L'Italia ha perso"
"L'Italia ha perso la guerra economica, la Padania ha vinto". Così il leader della Lega nord conclude i lavori della prima seduta. Secondo il leader del Carroccio "oggi si apre una finestra importante della storia e noi dobbiamo essere lì pronti e lavorare. Il nostro popolo deve essere pronto per questa finestra della storia che si sta aprendo perché alla fine di una guerra come questa si riscrivono i trattati".
E il leader del Carroccio ribadisce più volte che "lo Stato italiano ha peso la guerra economica, è al suo definitivo tramonto e al suo posto avanzano i nostri popoli, quello lombardo, quello veneto, quello piemontese che uniti potranno vincere in questa Europa dei popoli che è il futuro. Dobbiamo scatenare la Padania, scatenare i nostri popoli nel nome della Padania e in quel progetto che vide un tempo Gianfranco Miglio".
"L'euro finirà"
"Difficilmente l'euro resterà in piedi. La Francia e la Germania l'anno prossimo voteranno - spiega il Senatur - e Sarkozy e la Merkel avranno difficoltà a spiegare ai loro cittadini che devono pagare i debiti della Grecia e dell'Italia".
"Grazie fratelli padani"
Secondo il leader della Lega nord infatti "questo è il momento giusto per fare i cambiamenti e meno male che noi abbiamo lavorato fin dall'inizio per questo ed abbiamo la coscienza a posto. Grazie fratelli padani". "Oggi qui è uscita una cosa preziosa. Siamo riusciti quasi per magia a fare questa riunione al momento giusto. E' questo l'unico momento in cui si possono fare i cambiamenti. Abbiamo lavorato per tanti anni. Grazie, fratelli padani. La Lega ha saputo fare le scelte giuste ci vuole il cuore, oltre al cervello, il cervello da solo non basta.
Maroni: "Ci voleva un professore per aumentare le tasse?"
"Ci voleva un professore per alzare le tasse o le pensioni? Non credo proprio. Ma non mi preoccupo, la Lega contrasterà questo vero e proprio attacco al ceto medio e alla Padania". Così Roberto Maroni.
L'Europa è un progetto fallito. Non riesce a governare la complessità. Ed ora o annuncia fallimento o va verso direzione autoritaria che Thomas Hobbes chiamava il 'leviatano', un mostro che opprimeva gli uomini". Non vogliamo l'Europa 'leviatano' - prosegue - . Si parla già di una unione fiscale. Non è né democrazia né libertà questa è la strada peggiore. Noi vogliamo l'Europa dei popoli, un'Europa libera".
Reguzzoni: "Far sentire la nostra voce"
"Non è mai successo che nella lotta di affermazioni di autonomia di un popolo non si sia arrivato al dunque: è ora di dire basta". Marco Reguzzoni rilancia le richieste autonomiste della Lega Nord e, citando la lotta di indipendenza degli Stati Uniti d'America, lancia una frecciata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Anche in Inghilterra c'era un re che si chiamava Giorgio...", spiega il capogruppo del Carroccio alla Camera. "E' successo in India per dire con Ghandi no alla tassa del sale - prosegue - E' successo ai danesi con il tabacco. E' successo negli Stati Uniti con il tea party. Noi non paghiamo tasse se non ci ascoltate. Questo è il momento per far sentire la nostra voce. Noi dobbiamo essere come i figli della libertà".
"Se non ci viene concessa un po' di libertà noi siamo titolati ad andare a prendercela, un po' di libertà" - ha minacciato il neo presidente del Parlamento Padano - "La prossima proposta di modifica della Costituzione - aggiunge - andrà a toccare l'articolo che afferma che l'Italia è una e indivisibile". "Prendiamo atto - prosegue Calderoli - che il governo cancella il ministero delle Riforme, caro Monti, ma significa mettere una pietra sul federalismo".
L'ex ministro per la semplificazione ha affermato: "Non mi sento più di andare a proporre la solita modifica della Costituzione - perché - non credo più a questo parlamento: una cosa di cui non si può non tener conto è che per i due terzi il parlamento è espressione del centro sud del Paese". Quindi, secondo Calderoli, "va seguita la strada che viene utilizzata in Svizzera, dove un certo numero di elettori può proporre direttamente una modifica singola o complessiva decidere della Costituzione e il voto viene messo nella mani del popolo. Il popolo dovrà decidere se essere costituente o no".
Il "Va Pensiero" chiude la seduta
Tutti insieme con la mano sul cuore per cantare il 'Va pensiero' di Giuseppe Verdi. Si chiude così la manifestazione alla Fiera di Vicenza. Bossi a sorpresa riprende la parola e saluta tutti i "fratelli padani". Dalla platea si alza il coro "secessione, secessione".
Bossi: "L'Italia ha perso"
"L'Italia ha perso la guerra economica, la Padania ha vinto". Così il leader della Lega nord conclude i lavori della prima seduta. Secondo il leader del Carroccio "oggi si apre una finestra importante della storia e noi dobbiamo essere lì pronti e lavorare. Il nostro popolo deve essere pronto per questa finestra della storia che si sta aprendo perché alla fine di una guerra come questa si riscrivono i trattati".
E il leader del Carroccio ribadisce più volte che "lo Stato italiano ha peso la guerra economica, è al suo definitivo tramonto e al suo posto avanzano i nostri popoli, quello lombardo, quello veneto, quello piemontese che uniti potranno vincere in questa Europa dei popoli che è il futuro. Dobbiamo scatenare la Padania, scatenare i nostri popoli nel nome della Padania e in quel progetto che vide un tempo Gianfranco Miglio".
"L'euro finirà"
"Difficilmente l'euro resterà in piedi. La Francia e la Germania l'anno prossimo voteranno - spiega il Senatur - e Sarkozy e la Merkel avranno difficoltà a spiegare ai loro cittadini che devono pagare i debiti della Grecia e dell'Italia".
"Grazie fratelli padani"
Secondo il leader della Lega nord infatti "questo è il momento giusto per fare i cambiamenti e meno male che noi abbiamo lavorato fin dall'inizio per questo ed abbiamo la coscienza a posto. Grazie fratelli padani". "Oggi qui è uscita una cosa preziosa. Siamo riusciti quasi per magia a fare questa riunione al momento giusto. E' questo l'unico momento in cui si possono fare i cambiamenti. Abbiamo lavorato per tanti anni. Grazie, fratelli padani. La Lega ha saputo fare le scelte giuste ci vuole il cuore, oltre al cervello, il cervello da solo non basta.
Maroni: "Ci voleva un professore per aumentare le tasse?"
"Ci voleva un professore per alzare le tasse o le pensioni? Non credo proprio. Ma non mi preoccupo, la Lega contrasterà questo vero e proprio attacco al ceto medio e alla Padania". Così Roberto Maroni.
L'Europa è un progetto fallito. Non riesce a governare la complessità. Ed ora o annuncia fallimento o va verso direzione autoritaria che Thomas Hobbes chiamava il 'leviatano', un mostro che opprimeva gli uomini". Non vogliamo l'Europa 'leviatano' - prosegue - . Si parla già di una unione fiscale. Non è né democrazia né libertà questa è la strada peggiore. Noi vogliamo l'Europa dei popoli, un'Europa libera".
Reguzzoni: "Far sentire la nostra voce"
"Non è mai successo che nella lotta di affermazioni di autonomia di un popolo non si sia arrivato al dunque: è ora di dire basta". Marco Reguzzoni rilancia le richieste autonomiste della Lega Nord e, citando la lotta di indipendenza degli Stati Uniti d'America, lancia una frecciata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Anche in Inghilterra c'era un re che si chiamava Giorgio...", spiega il capogruppo del Carroccio alla Camera. "E' successo in India per dire con Ghandi no alla tassa del sale - prosegue - E' successo ai danesi con il tabacco. E' successo negli Stati Uniti con il tea party. Noi non paghiamo tasse se non ci ascoltate. Questo è il momento per far sentire la nostra voce. Noi dobbiamo essere come i figli della libertà".










