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Decadenza, ecco i numeri del Senato

Sulla carta Silvio Berlusconi non ce la fa: il fronte del sì oscilla tra quota 198-201, contro i 117 senatori contrari

- Nonostante lo strappo di Forza Italia, che ha deciso di uscire dalla maggioranza, e nonostante il no annunciato dal Nuovo Centro Destra sulla decadenza di Silvio Berlusconi, i numeri al Senato condannano comunque il leader di Fi. Conti alla mano: i parlamentari pronti a votare contro il Cavaliere sarebbero 201 o 198 (dipende se votano i 3 senatori a vita recentemente nominati da Napolitano). Claudio Abbado, il quarto, non ci sarà per ragioni di salute, come anche l'ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. In ogni caso la quota 161 della maggioranza assoluta verrebbe ampiamente superata. Ecco come.

Il fronte dei sì. A quota 201 si arriva sommando ai voti dei 107 senatori del Pd (il presidente del Senato Pietro Grasso non vota altrimenti sarebbero 108), i 20 di Scelta Civica (a meno che Casini non riservi sorprese dell'ultim'ora), i 50 del M5S, i 7 di Sel, i 4 degli ex M5S ora iscritti al gruppo Misto, oltre i 10 del gruppo Autonomie (anche qui salvo sorprese dell'ultim'ora) e i tre senatori a vita (sulla cui presenza però nessuno è pronto a scommettere visto che sinora non sono mai venuti a votare).
Il fronte dei no. Dovrebbe assestarsi intorno a 117, invece, la quota dei contrari alla decadenza: 62 di Forza Italia, 10 di Gal (Grandi autonomie e libertà), 16 della Lega, 20 del Nuovo centro destra.
Cosa si vota. In realtà, il voto non sarà sulla proposta della Giunta delle Immunita' che verrà illustrata dal presidente Dario Stefano in apertura dei lavori, ma sarà sugli ordini del giorno che verranno presentati in difformità da questa relazione. Nel caso in cui nessuno trovi nulla da obiettare sulla proposta della Giunta, questa, secondo il regolamento del Senato, dovrebbe intendersi approvata. Al momento ancora nessuno sa quanti potranno essere gli ordini del giorno in questione. Le votazioni sugli ordini del giorno dovrebbero cominciare dalle 19 in poi. E' vero che su ognuno ci dovrà essere un voto, ma la discussione sarà unica: un solo intervento per gruppo e per non più di 10 minuti. A questo, si dovranno aggiungere le pregiudiziali di costituzionalità o le sospensive: anche queste, al momento, sono un'incognita. Le uniche sicure (quasi) sono quella annunciata ieri da Pier Ferdinando Casini (Udc) più altre tre preparate da Elisabetta Alberti Casellati (FI). 

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