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Decadenza di Berlusconi: voto palese Alfano: sopruso, ora battaglia in Aula

In Giunta finisce sette a sei: decisivo il sì della Lanzillotta (Scelta Civica). Schifani: "Ci saranno conseguenze". Epifani: "Applicare legge Severino"

- La Giunta per il regolamento del Senato ha stabilito che il voto per la decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore sarà palese. La decisione a scrutinio palese perché non sarebbe un voto sulla persona, ma sull'integrità del Plenum del Senato è passata con 7 voti a favore e 6 contrari. Dura la reazione del Pdl, con Alfano che parla di sopruso e annuncia battaglia in Aula. Epifani: "Legge Severino va applicata".

Decadenza di Berlusconi: voto palese Alfano: sopruso, ora battaglia in Aula

La Giunta ha deciso - Dopo giorni di sedute e di scontri aspri tra Pd e Pdl, la Giunta per il Regolamento di palazzo Madama, presieduta da Piero Grasso, ha deciso a favore della trasparenza. Due le conseguenze che emergono da questa scelta: quando si deve decidere sulla decadenza per incandidabilità sopravvenuta di un senatore (il caso previsto dalla legge Severino per Berlusconi) il voto dovrà essere sempre palese. Secondo. Non si tratta di un voto non sulla persona (per il quale sarebbe necessario lo scrutinio segreto), ma sull'integrità del plenum della Camera Alta. Il dispositivo passa grazie ad una "nuova" maggioranza che esprime 7 si' (3 Pd, 1 Sel, 2 M5S, 1 Sc), contro 6 no (3 Pdl, 1 Lega 1 Gal e 1 Autonomie).

All'ultimo momento, Linda Lanzillotta si è schierata con Pdl-M5S e Sel. Mentre il senatore del gruppo Autonomie Karl Zeller (Svp) ha mantenuto il punto: "Il Regolamento del Senato prevedeva il voto segreto e io rispetto le regole, a prescindere da chi sia l'interessato. Io ho votato secondo la mia coscienza - ha dichiarato alla fine l'altoatesino - e credo che il voto verrà letto dal Pdl come "una provocazione".

L'ira di Berlusconi - Alla notizia della decisione presa in Giunta dopo quasi 4 ore di riunione, Berlusconi è andato su tutte le furie, tanto che ha disdetto un appuntamento per pranzo con i ministri del suo partito e i parlamentari pidiellini salgono sulle barricate. A partire dal vicepremier Angelino Alfano che ha annunciato battaglia in Parlamento. Anna Maria Bernini, relatrice del caso in Giunta, ha parlato di "un mostro costituzionale" e di "un'ordalia barbarica". Gli altri componenti della Giunta, Donato Bruno e Francesco Nitto Palma, hanno attaccato il Pd. Secondo il primo si tratta di uno "strappo gravissimo e di un precedente pericoloso" visto che le maggioranze politiche cambiano. Mentre il secondo si è chiesto come si faccia a stare ancora al governo con i Dem.

Ancora possibile il voto segreto - In realtà gli spiragli perché alla fine prevalga il voto segreto esistono ancora, anche se minimi. Nonostante la decisione della Giunta, infatti, resta in piedi la norma (art.113 regolamento Senato 3 comma) che dà la possibilità a 20 senatori di chiedere uno scrutinio non palese nel caso in cui si debba tutelare la corretta applicazione di alcuni articoli della Costituzione: quelli che vanno dal 13 al 32 (eccetto il 23). Nel caso di Berlusconi, 20 senatori Pdl potrebbero invocare il rispetto dell'art.25, quello che prevede l'irretroattività della norma, cioè della Severino. Ma poi dovrà essere sempre Grasso a decidere, consultando magari ancora una volta la Giunta, la cui maggioranza, però, è ormai schierata a favore della trasparenza.

Il voto sulla decadenza è previsto per metà novembre, anche se si dovrà riconvocare una Conferenza dei Capigruppo per decidere la data (M5S insiste sul 5 novembre), potrebbe avere effetti sulla vita del governo. I lealisti del Pdl potrebbero portarsi dietro i "governativi" per sfiduciare Letta. Per il Pd sarebbe una "rappresaglia". L'unica possibilità potrebbe essere a questo punto una nuova maggioranza, magari quella che si creata in Giunta, anche solo per fare la riforma elettorale.

Schifani: Pd vuole voto - "E' stato compiuto un gravissimo strappo delle regole parlamentari contro Silvio Berlusconi". Così il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani, ha commentato la decisione presa dalla Giunta. "Una norma sul voto segreto per la sua decadenza - ha detto - è stata cambiata a colpi di maggioranza con un semplice parere. La verità è che il Pd vuole far saltare questa alleanza per andare al voto. Se ne assuma la responsabilità davanti agli italiani".

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