8/9/2010

Un farmaco per il "cuore che trema"

La pillola per la fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è un nemico killer: raddoppia il rischio di morte, moltiplica di oltre 3 volte la probabilità di scompenso cardiaco, quintuplica il pericolo di ictus. Si tratta della più diffusa forma di aritmia cardiaca: colpisce infatti da 600mila a 1,2 milioni di italiani e fa registrare 120mila nuovi casi all'anno, con costi annuali superiori ai 3 miliardi di euro. Per fortuna è oggi disponibile un nuovo farmaco salvavita.

I pazienti sono soprattutto anziani con cuore e arterie già a rischio, ma nel 10% dei casi si tratta di under 60 in apparenza sani, a volte giovani nel pieno della vita. E non mancano purtroppo neppure i fulmini a ciel sereno: persone senza alcun sintomo, che all'improvviso scoprono per caso, magari con un ictus, di avere il "cuore che trema". Purtroppo a volte è troppo tardi, ma contro la malattia è ora disponibile anche nel nostro Paese il dronedarone, un farmaco anti-aritmia "dalla parte del paziente perché associa efficacia e sicurezza", spiegano gli esperti. Si tratta di una pillola messa a punto da uno specialista italiano nei laboratori Sanofi-Aventis di Montpellier, in Francia, e rappresenta la prima terapia innovativa da più di 20 anni.

Il farmaco abbatte di un quarto (-24%) il rischio combinato di morte per ogni causa o di ricovero in ospedale per un attacco cardiovascolare. E ancora: taglia di un terzo (-34%) il pericolo di ictus, del 29% il rischio di morte cardiovascolare e del 37% le ospedalizzazioni per fibrillazione atriale. Il medicinale è rimborsato dal Servizio sanitario nazionale per tutte le indicazioni autorizzate, su prescrizione iniziale dello specialista cardiologo, geriatra, internista o medico di medicina d'urgenza, e successivamente anche del medico di famiglia per la prosecuzione della terapia. Il farmaco, appena sbarcato nella Penisola, è già raccomandato nelle nuove linee guida della Società europea di cardiologia, presentate nei giorni scorsi a Stoccolma al congresso annuale dell'Esc.

Il primo campanello d'allarme che segnala il "cuore matto" sono le palpitazioni. "Battiti accelerati e irregolari molto fastidiosi", dice Antonio Raviele, direttore del Dipartimento cardiovascolare dell'ospedale dell'Angelo di Mestre, Venezia, e past president dell'Aiac (Associazione italiana di aritmologia e cardiostimolazione). La fibrillazione atriale causa inoltre "difficoltà respiratorie, specie sotto sforzo, stanchezza costante, svenimenti, vertigini e dolore toracico". Si tratta di sintomi che possono rovinare la vita, perché se è vero che in molti casi la fibrillazione atriale è "parossistica, cioé si autorisolve entro 7 giorni e spesso in 48 ore", da episodica la malattia può diventare "persistente" e poi, "in circa 20 anni, permanente ossia cronica".

Le sue cause? Oltre all'avanzare dell'età, ai disturbi coronarici e all' insufficienza cardiaca, pesano anche pressione alta, obesità, stili di vita a rischio, eccessivo accanimento nel fare sport senza un'adeguata preparazione fisica.


Ultimo aggiornamento ore 17:06


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