25/6/2010

I "Segadori" raccontano il Trentino

I mestieri dell'Italia segreta

Sul Monte Bondone ci scherzano sopra e lo chiamano "oro verde", perché sono proprio le erbe che crescono generose da quelle parti a decretare il punto di forza di Garniga Terme, piccolo paesino a pochi chilometri da Trento. Ed è qui che, in estate, inizia il lavoro dei “Segadori”, ovvero di coloro che si recano alle pendici di questa bella montagna (tra i 1200 e i 1500 metri) per tagliare con la falce e poi raccogliere le numerose piante aromatiche ed officinali che qui crescono rigogliose: genziana, arnica montana, iperico, timo, tarassaco alpino, carlina e pulsatilla.

Tutte insieme, e assolutamente fresche di raccolta, portate a valle, costituiscono il bagno d’erba che è il fiore all’occhiello delle Terme di Garniga (www.termedigarniga.it), l’unico centro in Italia ad essere specializzato in questo benefico trattamento.

Quello della raccolta delle erbe è un mestiere antico che riporta agli inizi dell’Ottocento, così come le pratiche fitobalneari: i contadini di alcune zone delle Dolomiti erano soliti, la sera, spossati dal duro lavoro della fienagione, stendersi su letti d’erba per sentirsi al mattino perfettamente riposati ed in forma. Ed ovunque, da queste parti, la natura è protagonista e si fa “annusare, sentire, assaporare”. Lo sguardo corre sullo spettacolo rappresentato dalle Dolomiti di Brenta e dell'Adamello. Qui si trova una riserva naturale a tutela della flora che ricopre le Tre Cime, una zona da percorrere in sequenza partendo dal monte Cornetto e toccando il Dos d'Abramo, la Cima Verde e il Palon.

Una zona ideale per fare passeggiate lungo i sentieri alpini, zaino in spalla e con i bambini felici di correre in libertà, oppure per i più adrenalinici percorsi in rampichino o scalate su roccia. Una volta a valle, ci si rilassa nel piccolo paesino di Garniga Terme, posto su di una terrazza naturale ad 800 metri di altitudine. Dal parco, che ruota attorno ad un grazioso laghetto, si arriva all’antica chiesa di Sant’Osvaldo (XIV) e da qui la vista spazia sulla Valle dell’Adige.

Ad un passo dalla montagna, poi ecco Trento, una città a misura d’uomo da girare a piedi (il centro storico è chiuso al traffico) per scoprirne ogni traccia del suo passato medievale, rinascimentale e barocco. Dalla Tridentum romana conservata intatta nel sito archeologico sotterraneo, alle facciate affrescate dei palazzi nobiliari cinquecenteschi del centro storico, passando per il Duomo, splendida costruzione romanico-gotica, fino al Castello del Buonconsiglio.

Per 500 anni il Castello, che domina la città, è stato la residenza del governo dei principi-vescovi. Uno scrigno prezioso: conserva al suo interno il Ciclo dei Mesi (dipinto all’inizio del 1400), un affresco che occupa tutte le pareti della Torre Aquila e che affascina non solo per la sua grandezza ma anche per i colori e per le scene che illustrano la vita feudale al tramonto del Medioevo.

 

Isa Grassano e Lucrezia Argentiero


Ultimo aggiornamento ore 14:06


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