16/3/2010

Soldi e felicità non vanno insieme

Con più ricchezza, meno gente sta bene

Lo dice il proverbio e lo ripete la saggezza popolare (con qualche distinguo): i soldi non fanno la felicità. Non per davvero, almeno, anche se molti pensano che il denaro forse non basta,,… ma aiuta. Ora la scienza scende in campo sull'argomento e a colpi di statistiche e formule matematiche sembra confermare: non solo i soldi non bastano, anzi, quando una nazione raggiunge una certa soglia di ricchezza, i suoi cittadini si sentono più tristi. E va peggio quando la ricchezza aumenta.

E' questa la teoria elaborata da due professori di economia, Curtis Eaton e Mukesh Eswaran, i cui risultati sono stati pubblicati dal britannico Economic Journal. Il concetto è semplice: quando un paese raggiunge una ragionevole soglia di ricchezza, spiegano gli esperti, i suoi abitanti si trovano con maggiori disponibilità economiche e cominciano ad acquistare oggetti di consumo privi di valore "'intrinseco", come vestiti di marca, auto di lusso o gioielli. Insomma, si cominciano a comprare o almeno a desiderare oggetti che servono solo a incrementare lo status-symbol di chi li possiede.  ''Questi prodotti - si legge nello studio - non aggiungono nulla alla società, ma  soddisfano solo chi li acquista, che può far così sfoggio di ricchezza. Gli altri, al contrario, vengono colpiti da una sensazione di povertà''.

Già nel 1899 era giunto a conclusioni simili a queste anche l'economista Thorstein Veblen con il suo libro "The Theory of the Leisure Class". Ecco allora che Eaton e Eswaran pagano pegno all'illustre predecessore e notano: ''Questo fenomeno è conosciuto come la competizione di Veblen. Se la ricchezza media aumenta, le persone diventano più facoltose, ma non per questo più felici''. Non solo. ''Il consumo di prodotti privi di valore intrinseco - concludono i due studiosi - non solo ha un impatto negativo sul benessere delle persone, ma alla lunga limita le prospettive di crescita dell'economia''. Quando le persone sono concentrate ad acquisire prodotti status-symbol, sono al contempo meno disposte ad aiutare gli altri: a volte non ne hanno neppure il tempo. Questo modo di fare colpisce e deteriora il senso di comunità e fiducia di importanza fondamentale per il regolare funzionamento di una società.


Ultimo aggiornamento ore 09:31


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