9/2/2010

Più giovani con il gene Dorian Gray

Il Dna ci aiuta davanti allo specchio

La carta d'identità segna una certa data di nascita, eppure lo specchio sembra contraddirla: ci sono persone fortunate, che dimostrano molti anni meno di quanto non dica l'anagrafe, e altre che devono ricorrere a ritocchi e botulino per conservare un aspetto che si avvicini a quello dell'età cronologica. Non è solo merito, o colpa a seconda dei casi, di stili di vita e di creme e integratori vari: un ruolo di peso viene dal Dna, in particolare da gene che potremmo a buon diritto chiamare "Dorian Gray": grazie a lui possiamo dimostrare meno anni di quanti ne abbiamo realmente, ma nel caso in cui ci tocchi in sorte la variante "sbagliata" siamo condannati ad avere un aspetto più vecchio anche di tre o quattro anni.

Secondo quanto riferito sulla rivista Nature Genetics, si tratta di una mutazione che riguarda un gene importante per la lunghezza dei telomeri, le estremità del Dna che sono un po' il termometro della longevità individuale. La scoperta si deve a un'equipe di ricercatori dell'Università di Leicester e del King's College di Londra coordinata da Nilesh Samani. I telomeri sono una specie di cappucci protettivi che si trovano alle due estremità dei cromosomi, cappucci che nel corso del tempo si logorano come avviene a un orlo che si sfrangia: in questo modo alcune parti del codice genetico restano prive di protezione. Diversi studi hanno dimostrato che la lunghezza dei telomeri è legata alla longevità. Per esempio, Junho Lee della Yonsei University in Korea ha scoperto che la lunghezza delle estremità cromosomiche è correlata alla longevità di vermi geneticamente identici. Insomma, quando si vuole misurare la vera età di una persona, si preleva una piccola quantità di sangue e si verifica la lunghezza dei telomeri delle cellule sanguigne. Sulla lunghezza dei telomeri, che quindi rappresentano la chiave per misurare l'età biologica di un individuo, possono influire vari fattori ambientali tra cui stress, fumo, sedentarietà, alimentazione sbagliata, ma anche alcune cause genetiche, come sembra dimostrare il fatto che alcune persone sembrano non invecchiare mai.

La radice genetica di questa prolungata giovinezza è stata scoperta dai ricercatori inglesi, osservando il Dna di un gruppo di soggetti: gli scienziati hanno notato che una mutazione in una porzione del Dna vicino al gene TERC, già noto ai ricercatori per il suo ruolo proprio nel mantenere la lunghezza dei telomeri, corrisponde a 3-4 anni in più sull'età biologica di un individuo, anni che vanno quindi ad assommarsi a quelli segnati dal certificato di nascita. Quindi, concludono gli esperti, i fortunati che non hanno questa mutazione nel proprio Dna potrebbero essere più protetti dall'accorciamento dei telomeri e quindi dall'invecchiamento, indipendentemente dai fattori ambientali a cui sono esposti in presenza di fattori ambientali negativi.

Questa ricerca non si limita a indicarci il gene da benedire o maledire, a seconda della variante capitata in sorte, "ma può aiutarci - spiega il cardiologo Nilesh Samani, dell'università di Leicester - anche a identificare quei pazienti che corrono maggiori rischi di sviluppare malattie comunemente legate all'invecchiamento, ma anche patologie cardiache e alcuni tipi di cancro".


Ultimo aggiornamento ore 09:09


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