29/1/2010

Donne: fertilità a picco dopo i 30

La "riserva ovarica" cala del 90%

Con il passare del tempo la capacità di una donna nel concepire un figlio diminuisce: la ragione sta nel fatto che, dopo i trenta anni, è stato ormai utilizzato il 90% della loro "riserva ovarica", ossia del numero potenziale degli ovuli con cui ciascuna di loro nasce. Sono le conclusioni a cui è giunto uno studio della University of St Andrews and Edinburgh University (Regno Unito) pubblicata su Public Library of Science One che per la prima volta ha calcolato il calo effettivo della riserva ovarica dal concepimento fino alla menopausa.

Lo studio ha raccolto informazioni provenienti da 325 donne inglesi, americane ed europee: dalle conclusioni emerge che ogni soggetto femminile nasce in media con circa 2 milioni di ovuli. Questa riserva nella grandissima maggioranza dei soggetti (95% dei casi) si riduce al12% a partire dai trenta anni, mentre a quaranta precipita al 3%. Considerando che, dell'elevato numero di partenza, solo 450 ovuli circa riescono ad arrivare a piena maturazione nell'arco della vita, l'impoverimento del bacino iniziale ha conseguenze importanti.  Insomma, i fatidici trenta sono il momento in cui l'orologio biologico femminile scatta implacabile, con un crollo della fertilità più elevato di quanto non si pensasse in passato.

Insomma, per le over trenta l'88% degli ovuli presenti in loro alla nascita è perso per sempre e con loro buona parte delle possibilità di restare incinte. Un vero ammonimento per le donne, come sottolinea il ricercatore Tom Kelsey, della St Andrews University: "Ci sono donne in attesa della prossima promozione o di incontrare 'l'uomo giusto'. Ma intanto non sanno quanto drasticamente declina la loro riserva ovarica dopo i 30 anni". Ogni anno che passa segna la perdita di una gran parte di questo patrimonio di ovuli: questo rapido declino era già noto, spiega   lo scienziato – "ma questo è il primo studio a tracciare il suo intero percorso, da prima della nascita fino alla fine degli anni di fertilità". 

Lavorando insieme agli esperti dell'Università di Edimburgo, il dottor Kelsey ha letteralmente "contato" il numero di uova nelle ovaie delle 325 donne di varie età che hanno preso parte allo studio. Le informazioni sono state poi inserite in un programma informatico che ha studiato in che modo la produzione diminuisca con il tempo. L'analisi ha anche dimostrato che fino ai 25 anni gli stili di vita, fumo e alcol in primis, non hanno particolari effetti negativi sulla fertilità di una donna. In seguito, però le cose cambiano e sulla fertilità ha un peso molto marcato anche il modo in cui una donna si prende cura di se stessa e del suo corpo.

Ultimo aggiornamento ore 15:21


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