18/12/2009

Viaggi esotici: le utili cautele

L'importanza di non trascurare i rischi

E' in arrivo uno strumento in più per tutelare la salute di chi viaggia: è il "Passaporto sanitario per i viaggiatori', con una serie di informazioni utili in caso di cure all'estero, soprattutto in paesi esotici, e strumento prezioso anche al rientro in Italia in caso di disturbi sospetti. Il passaporto è stato presentato a Roma in occasione del convegno "La prevenzione del viaggiatore: l'approccio multidisciplinare" organizzato dalla Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (Simvim). I medici spiegano che i rischi legati ad una vacanza in un paese esotico sono spesso trascurati, a cominciare dalle profilassi anti-malaria e dagli accorgimenti per evitare disturbi come la diarrea. Eppure questo disturbo, di per sé banale, rischia di rovinare le vacanze a ben il 40% dei turisti. Perciò chi si accinge a partire per luoghi lontani in occasione delle Feste non deve mancare di informarsi nei centri specializzati.

La diarrea è di solito causata da batteri, in particolare, nel 30-40% dei casi, dall'Escherichia Coli, che si diffonde nell'organismo attraverso l'ingestione di acqua o cibo contaminati. Il rischio, spiega Vittorio Laghi - Dipartimento di Malattie infettive Università La Sapienza di Roma, è maggiore quanto più le condizioni igieniche del Paese in cui ci si reca sono scarse, ma molto dipende anche dall'hotel in cui si alloggia, dal ristorante o dagli acquisti azzardati presso bancarelle o ambulanti di strada, magari per assaggiare specialità locali. Le comuni norme igienico-sanitarie sono sufficienti, nella maggior parte dei casi, ad evitare il problema.  Ma il 95% dei viaggiatori lo sottovaluta e non mette in atto i comportamenti alimentari adeguati con il risultato di rovinarsi il viaggio.

Le misure precauzionali da seguire sono semplici: evitare di acquistare cibo o bevande da ambulanti, bere solo da bottiglie sigillate, mangiare cibi ben cotti e serviti appena preparati, mangiare frutta sbucciandola da sé ed evitare, invece, le macedonie già pronte, le insalate di verdure crude, i molluschi, il pesce crudo o poco cotto e non utilizzare il ghiaccio. Se, purtroppo, si dovesse incorrere nella diarrea nonostante le precauzioni - continua Laghi - si devono reintegrare i liquidi e sali minerali bevendo molta acqua eventualmente associata a integratori. Il rischio, infatti, è la disidratazione che può, al limite, portare al decesso, soprattutto tra i bambini. In genere dopo 2-3 giorni la diarrea si risolve, ma, se persiste ed è associata a febbre, occorre anche un trattamento antibiotico.

Molto più pericolosa è invece l'eventualità di contrarre la malaria: 3 italiani su 10 non si sottopongono alla profilassi o la interrompono prima del tempo importando nel nostro Paese 300 nuovi casi all'anno.

Proprio per educare il turista alla prevenzione, è in arrivo dal 2010 il "Passaporto sanitario del viaggiatore", diffuso presso i Centri di Medicina dei viaggi. Si tratta di un documento tradotto in diverse lingue (inglese, spagnolo, francese, italiano, arabo, cinese, russo) in cui segnalare le eventuali profilassi eseguite, le allergie o malattie croniche e le terapie mediche in corso, in modo che il medico possa intervenire tempestivamente in caso di soccorso in un Paese straniero. Il Passaporto è utile anche al ritorno in Italia perché contiene le indicazioni dei paesi visitati e, in caso si presentassero disturbi, il medico di fiducia dispone delle informazioni per intervenire. Il caso più frequente è rappresentato proprio dalla malaria, che spesso viene scambiata per banale febbre se il paziente non segnala di aver visitato un Paese a rischio. 


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