11/12/2009

Sei ore per vincere le fobie

Una terapia blocca i brutti ricordi

C'è chi ha il terrore dei ragni, chi scala dieci piani a piedi pur di non prendere l'ascensore, chi non riesce più a salire in auto dopo aver assistito a un incidente: sono migliaia le persone che soffrono di fobie di vario genere e che potrebbero presto venire a capo delle loro paure grazie ad una nuova terapia che non richiede l'assunzione di alcun farmaco.

Un gruppo di ricercatori americani è infatti riuscito in alcuni esperimenti a bloccare le paure intervenendo sul modo in cui il cervello ricostruisce i ricordi. Secondo questo studio, dovrebbe essere possibile riuscire a cancellare per sempre una fobia consentendo così a moltissime persone di "salvarsi" da stati continui di paura ed ansia, e di condurre un'esistenza normale senza ricorrere a farmaci. L'unica condizione, per l'efficacia del trattamento, è intervenire nel giro di poche ore dal momento in cui si è verificato il fatto traumatico. Fino a questo momento, le terapie convenzionali si sono focalizzate sull'esporre la persona all'oggetto della sua fobia in condizioni di sicurezza e di controllo: ad esempio a chi soffre di aracnofobia, la paura dei ragni, viene mostrato uno di questi animali per imparare a controllare le sensazioni negative che questo scatena. 

I ricercatori della New York University, che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica britannica "Nature", si sono invece spinti oltre, creando deliberatamente in un esperimento una memoria "paurosa" per agire poi sul modo in cui viene ricreata dal cervello. Tutto questo funziona se si agisce nel  giro di poco tempo, nel giro di qualche minuto o di qualche ora. Nel procedimento oggetto di studio, il ricordo che suscita paura non viene sostituito con un altro ricordo, ma, nel momento in cui il cervello lo ricostruisce, viene manipolato in modo da cancellare il sentimento di paura che vi si accompagna. Perché la terapia funzioni, il soggetto vi si deve sottoporre non oltre sei ore da quando il ricordo fonte di  paura viene rievocato.

"Il nostro studio mostra che durante la formazione di un ricordo esistono alcuni momenti in cui lo si può cambiare in maniera permanente. Comprendendo le dinamiche della memoria potremmo, nel lungo termine, aprire nuove strade nel trattamento dei disturbi legati con ricordi di carattere eccessivamente emotivo", ha detto Daniela Schiller, autrice della ricerca.

Gli studiosi sono giunti a queste conclusioni dopo aver condotto la loro ricerca su topi da laboratorio. Gli esperti sono riusciti ad eliminare nelle cavie la paura provocata da un suono associato a una scossa elettrica. In seguito gli scienziati hanno sottoposto alcuni volontari a un test simile, nel quale ai soggetti venivano mostrate alcune carte colorate e nello stesso tempo somministrate delle scosse elettriche. I soggetti, poi, dopo alcuni minuti o dopo qualche ora erano sottoposti a una terapia comportamentale che doveva intervenire sulla loro memoria. Dopo un anno, i volontari sono stati nuovamente convocati: gli studiosi hanno così scoperto che i soggetti che si erano sottoposti alla terapia a oltre sei ore di distanza dal ricordo fonte di paura, temevano ancora le carte colorate.  Quelli che invece erano stati sottoposti al trattamento entro sei ore non avevano invece alcuna paura.

"La tempistica ha un ruolo più importante nel controllo delle paure di quanto si era finora pensato. La nostra memoria riflette l'ultima rievocazione del ricordo anziché l'esatto ricordo dell'evento stesso" spiega Elizabeth Phelps, coordinatrice dello studio.


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