18/11/2009

"La sapienza? E' dentro di noi"

Morelli a Tgcom: Impara a fidarti di te

La vita quotidiana per lo più è difficile. A volte sembra di aver perso la bussola, di non sapere più quale obiettivo stiamo rincorrendo e di "recitare" sempre lo stesso personaggio. Il segreto per uscire dal disagio di questi momenti sta nel ricordarci che il nostro posto nel mondo dipende da un'immagine misteriosa e antica, nascosta dentro di noi, della quale dobbiamo fidarci e a cui abbandonarci. Questa è la strada proposta dall'Istituto Riza e argomento cardine del convegno "Fidati di te!", in programma a Milano nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 novembre.con workshop pratici ed esperienziali condotti da Raffaele Morelli e Vittorio Caprioglio. Tgcom ha chiesto a Raffaele Morelli, medico, psichiatra e scrittore italiano, presidente dell'Istituto Riza, come è possibile mettersi in relazione con queste risorse interiori e attingere ad esse.

Professor Morelli, perché possiamo "fidarci di noi"?
Dobbiamo fidarci perché dentro ognuno di noi, sotto tutte le maschere che indossiamo continuamente, c'è un'immagine segreta, una forza originaria e profonda che ci guida. Lei e solo lei sa come prendersi cura di noi e renderci felici. Tutto quello che dobbiamo fare è smettere di pensare e fidarci di lei. Non dobbiamo pensare, ma concentrarci su quello che proviamo e liberare i nostri circuiti cerebrali perché abbiamo in noi le risorse per arrivare alla soluzione di ogni problema. Come il ragno tesse la sua tela e lo fa spontaneamente, così dentro ciascuno c'è una specificità capace di guidarci. E' proprio questa specificità che ci rende unici: noi dobbiamo solo accettarla.

Accettare se stessi sembra una delle cose più difficili per la nostra società: non accettiamo neppure il nostro aspetto fisico, tanto che sempre più spesso ci si rivolge al chirurgo estetico…
Dobbiamo avere chiaro il fatto che nel volto ognuno ha dipinto il suo destino. E' l'immagine del nostro riconoscersi. Invece ci sentiamo a nostro agio solo quando ci identifichiamo con criteri esterni, ma in questa bellezza non c'è gioia. Perché quelli che ci sembrano difetti sono gli elementi che ci rendono davvero unici. Poi, d'accordo, se abbiamo un naso brutto, che ci crea dei problemi, quello si può correggere e va bene che sia così. Ma la cosa importante è imparare ad accettarci come siamo.

Che cosa possiamo fare, in pratica, quando ci alziamo al mattino senza sapere dove attingere l'energia per affrontare la nostra giornata?
Il primo passo è: non commentare. Prendiamo atto del nostro disagio, limitiamoci a percepirlo, senza opporci ad esso, senza esprimere alcun commento e senza cercarne le cause. Concentriamoci su quello che proviamo e non andiamo oltre. Tutto questo serve a entrare nella nostra anima, a lasciarci dietro l'abitudine di vivere nel pensiero e in quello che crediamo di sapere di noi, senza misurarci con un modello esterno e dirci che cosa va bene e che cosa non va bene. Nel corso della giornata prendiamoci, almeno in qualche momento, lo spazio per fare un gesto e fermare la nostra attenzione solo su quello. Ad esempio, quando prendiamo un caffè: stiamo solo bevendo un caffè, senza nessun pensiero e ragionamento a parte quel caffè. E alla fine, evitiamo di parlare troppo del nostro disagio. Non è detto che si debba raccontare tutto: dobbiamo essere anche un po' segreti. E avere dei segreti nascosti: l'anima assomiglia alle radici di una pianta che crescono sotto terra e stanno nascoste.

Che cosa vuol dire allora che dobbiamo fidarci di noi?
Vuol dire che dobbiamo aver fiducia non in quello che crediamo di essere, ma in quello sconosciuto che c'è in noi e che sa che cosa ci serve per essere felici. Perché dentro di noi c'è tanta sapienza.



Raffaella Martinotti


Windows Live Condividi con Messenger
  • Condividi > 
  • Ok Notizie
  • Delicious
  • Digg
  • Twitter
  • Facebook
  • Google Bookmark
  • Badzu
  • Reddit
  • Technorati
  • Yahoo Bookmark