4/11/2009

Metti un T9 nel cervello

Parole: si intuiscono da prime lettere

Il cervello umano ha, al suo interno, un meccanismo grazie al quale possiamo intuire una parola già dalle sue prime lettere, proprio come accade con il T9 dei cellulari, utilizzato come scrittura facilitata nel comporre un messaggino SMS. Questo stesso meccanismo è stato "fotografato" per la prima volta studiando il processo di alfabetizzazione degli adulti, ossia analizzando che cosa accade nelle aree del cervello che presiedono al linguaggio quando impariamo a leggere e a scrivere.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, è stato reso possibile studiando il processo di apprendimento della lettura e della scrittura in un gruppo di adulti, per la precisione studiando il cervello di alcuni militanti nella guerriglia colombiana che, reintegrati nella società dopo essere cresciuti e vissuti tra le montagne, hanno imparato a leggere in età adulta. Lo studio, diretto da Cathy Price dello University College di Londra, è unico nel suo genere perché solo studiando il processo di alfabetizzazione in età adulta si può capire veramente quali cambiamenti induca nel cervello. L'apprendimento della lettura e della scrittura di solito si completa nell'infanzia, ma non è possibile riconoscere questi cambiamenti nei bambini perché a questa età avvengono insieme ad altri legati  ai motivi più disparati. Il cervello infantile, infatti, è per sua natura malleabile come il "pongo" ed è sottoposto a moltissimi differenti stimoli che intervengono  contemporaneamente, per cui non è possibile distinguere gli effetti dell'uno e dell'altro.

Nel caso degli adulti sottoposti a studio, invece, gli esperti hanno preso in esame con la risonanza magnetica funzionale per immagini il cervello dei  guerriglieri inseriti in un programma di alfabetizzazione per adulti, all'inizio e alla fine del ciclo di lezioni. Gli esperti hanno poi confrontato i risultati con le immagini del cervello di altri 22 coetanei non inseriti nel programma e quindi ancora analfabeti. I primi hanno fatto segnare un aumento di materia grigia in alcune aree dell'emisfero sinistro, sede del linguaggio, e il potenziamento dei canali di comunicazione verso un'area del cervello, il giro angolare, nota da tempo per essere fondamentale per la lettura e in grado di riconosce le parole. In questo modo gli studiosi hanno scoperto che quest'area anticipando ciò che i nostri occhi leggeranno, funzionano un po' come il "T9" dei cellulari, che  capisce che cosa stiamo scrivendo in un sms, completando per noi la scrittura della parola.


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