11/9/2009

Fumo: "ferma" i ricordi piacevoli

Per questo è difficile smettere

Smettere di fumare è una delle imprese più difficili in cui ci si possa impegnare. Ormai è un fatto risaputo: rinunciare alla sigaretta non è solo una questione di forza di volontà, ma della determinazione di liberarsi di una vera e propria forma di dipendenza. Ora gli scienziati hanno scoperto che uno dei motivi per cui si diventa schiavi del fumo è che la nicotina rafforza i ricordi e fissa le emozioni positive. Il fumo, infatti, "inganna" il cervello, rafforzando il collegamento tra gli stimoli ambientali positivi e le emozioni che questi provocano.

Lo afferma uno studio condotto dai ricercatori del Baylor College of Medicine (Houston, Texas) e pubblicato su Neuron: se un fumatore è portato ad accendersi una sigaretta ad esempio in compagnia degli amici al bar, o magari  dopo una cena in compagnia o in ogni altra situazione di relax e di benessere, questo non avviene solo per abitudine. Spiega John Dani, docente di neuroscienze del BCM e coautore dello studio: "Normalmente il nostro cervello invia un segnale di ricompensa, rilasciando dopamina, quando compiamo azioni che contribuiscono al nostro benessere. La nicotina riesce a comandare questo processo subconscio 'ingannando' il cervello, che comincia a reagire come se fumare fosse un'azione positiva, rilasciando dopamina e facendoci sentire meglio".

Insomma, i momenti piacevoli passati a fumare si "scolpiscono" nella memoria. La nicotina contribuisce cioè a creare associazioni forti tra i dettagli dell'ambiente in cui viene assunta e il gesto di accendere una sigaretta. Ragione per cui basta andare al bar e prendere un caffè o rivivere una passata esperienza di piacere per rievocare una recente "pausa-sigaretta" e sentire di nuovo il desiderio di fumare.

Per comprendere come nascono queste associazioni e perché sono così tenaci, i ricercatori hanno condotto alcuni test sui topi, registrando l'attività cerebrale degli animaletti esposti alla nicotina. Gli animali erano liberi di muoversi in una scatola con due scomparti: in uno ricevevano nicotina, nell'altro una soluzione salina. I ricercatori hanno cronometrato i passaggi degli animali nei due scomparti, registrando anche l'attività dell'ippocampo, l'area del cervello dove si formano i nuovi ricordi. "Il cambiamento dell'attività del cervello è stato incredibile  - sottolinea Dani -. Rispetto alle iniezioni di soluzione salina, la nicotina ha creato connessioni nervose fino al 200% più forti. Un fenomeno che indica la formazione di nuovi ricordi". I topolini hanno imparato così a passare più tempo nella "stanza" della nicotina, trascurando l'altra.

I ricercatori sono convinti che la comprensione di questo "trucco" possa avere implicazioni non solo per i fumatori, ma anche nel trattamento dei problemi di memoria e delle patologie che implicano disordini collegati al rilascio della dopamina.


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