8/6/2009

Spesa: la crisi entra nel carrello

Abitudini: scatolette battono surgelati

Surgelati e conserve sotto vetro? Meglio le scatolette, meno belle e appariscenti da vedere, ma altrettanto sane, di buon sapore e soprattutto molto più economiche.  La crisi globale da tempo è arrivata nelle cucine degli italiani e nel carrello della spesa. Oltre a ridurre i consumi, i nostri connazionali stanno modificando le loro abitudini alimentari. La qualità del contenuto ha da tempo battuto l’estetica e l’apparenza del contenitore, con incrementi che per alcune categorie merceologiche, ad esempio le conserve di pelati, tonno o legumi, possono arrivare anche al 20%.

E’ quanto emerge da una ricerca commissionata da Anfima (Associazione nazionale fra i fabbricanti di imballaggi metallici ed affini) e condotta da Linkom Research su un campione di 1.000 uomini e donne del Belpaese, che verrà presentata nei prossimi giorni. La crisi economica causerà nel 2009, secondo le previsioni dell’associazione di consumatori Adusbef,  un aggravio sulla spesa alimentare di ben 564 euro all'anno. Gli italiani, costretti a correre ai ripari, rispondono modificano le loro abitudini d’acquisto, a partire dalla scelta di tempi e luoghi per fare la spesa. Il 43% degli intervistati, infatti, opta per i grandi supermercati, il 37% per i discount, e solo il 14% resta fedele alla bottega sotto casa.

Il 51% dei nostri connazionali fa la spesa una volta alla settimana, un altro 24% addirittura ogni quindici giorni, mentre appena il 12% dichiara di fare i propri acquisti giorno per giorno. Quasi la metà del campione, infatti, per l’esattezza il 48%, preferisce le “spedizioni una tantum” alla spesa giornaliera per una questione di tempo. Per un altro 37%, invece, la scelta si gioca sul fronte del risparmio di benzina per spostarsi verso i centri più convenienti, spesso non proprio sotto casa.

In un momento in cui occorre un po’ di cautela nelle spese, è gioco forza badare al contenuto più che all’aspetto della confezione o scegliere prodotti pronti, economici e a lunga scadenza come le conserve in scatola. Il 56% degli intervistati, infatti, dichiara di preferire gli alimenti confezionati ai cibi freschi proprio in virtù del loro costo:contenuto (39%), seguito dalla maggiore durata (31%), per finire con la praticità di piatti pronti per il consumo (26%). Quanto alla scelta tra le diverse tipologie di prodotti, oltre la metà del campione (52% degli intervistati), in tempi di crisi punta sulle scatolette, mentre il 28% si dirige al banco dei surgelati e solo 16% sceglie cibi elaborati, i cosiddetti “ricettati”. Anche qui i motivi della scelta sono chiari: i cibi in scatola sono sicuri e di qualità, e consentono di avere in dispensa sempre una scorta pronta (42%), mentre secondo un altro 35% sono più economici rispetto ai corrispettivi contenuti in tetrapak, vetro o ai prodotti freschi.

E il risparmio a volte è davvero sensibile: nel caso del tonno, ad esempio si può arrivare anche ad oltre il 45% tra scatolette e prodotti in vetro, mentre per quanto riguarda i piselli le differenze di prezzo vanno dai 2,00 ai 3,40 euro al Kg a seconda del tipo di imballaggio. Ma c’è anche un 21%, che ne fa una scelta di valore ambientale: le scatolette sono infatti imballaggi ecosostenibili a impatto ambientale quasi nullo perché completamente riciclabili. Una scelta confermata dai dati del Consorzio Nazionale per il riciclo e il Recupero degli imballaggi in acciaio. Secondo il CNA, infatti, nell’ultimo anno quasi il 70% delle scatolette in acciaio immessi sul mercato sono stati avviati al riciclo, coinvolgendo nella raccolta differenziata il 78% degli italiani (43 milioni) sparsi in oltre 5.000 comuni.

Tra i prodotti in scatola più apprezzati vince il tonno con il 22%, tallonato dai pomodori pelati (20%) e dai legumi (19%). Ma nella lista non mancano le new entry che parlano di un vera e propria rivoluzione dei consumi: dalla carne (11%) passando per piatti pronti come le insalatissime (10%) e i sughi  (9%),  E, d’altro canto, lo sdoganamento della scatoletta è stato sancito anche da alcuni chef “stellati” che hanno proposto creazioni in versione inscatolata: alta cucina da portare a casa e conservare in dispensa.


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