Le scarpe? Sono più che una passione: per le donne si tratta di un'attrazione fatale e irresistibile. Ne possiedono almeno dieci paia a testa, ma sono molte le signore e le signorine che arrivano a venti e persino a cinquanta. Molto più che semplici accessori o strumento di seduzione, sono una specie di oggetto-feticcio, un simbolo stesso di femminilità. Ora un libro ripercorre la storia della calzatura del Ventunesimo secolo, la sua evoluzione come specchio dei tempi e della società, e ricorda le figure dei grandi artisti della scarpa.
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Il racconto dell'autrice prende le mosse dalle suffraggette, che per prime hanno liberato i piedi dai vincoli dell'estetica in favore della comodità, per arrivare ai giorni nostri e al fenomeno delle collezioniste, ovvero delle donne che considerano irresistibile il possesso di certe scarpe, senza badare a quello che costano perché si tratta comunque di ''soldi ben spesi''. In realtà, ricorda la scrittrice, ''L'idea della scarpe come investimento e come valuta sociale, non è nuova: già nei teatri dell'antica Grecia, solo i personaggi di rango elevato indossavano sandali che salivano lungo la gamba''.
